L’ultimo saluto ad Alex Ugolini, il giovane dal sorriso che univa tutti

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La valle del Non, ancora scossa dal dramma, si prepara a dare l’ultimo addio ad Alex Ugolini, il ventiduenne di Zambana la cui vita è stata stroncata da un terribile incidente stradale. I funerali si terranno sabato 8 novembre, alle ore 15, nella chiesa Parrocchiale di Zambana, un appuntamento carico di un dolore che, in queste ore, sta trovando conforto solo nei ricordi più vividi di chi lo ha conosciuto. Mezz’ora prima della cerimonia, verrà recitato il Santo Rosario, mentre un ultimo, silenzioso omaggio può essere reso presso la camera ardente allestita nelle camme re mortuarie del Cimitero di Trento. In un gesto che racchiude tutta la generosità che lo ha contraddistinto in vita, la famiglia ha espresso un desiderio preciso: al posto dei fiori, preferisce che vengano destinate opere di bene alla scuola per bambini sordomuti Kerala in India, un lascito che trasforma il lutto in un atto di speranza concreta.

Il ricordo che diventa legame

Quello che emerge dalle voci di amici e parenti, in queste ore di smarrimento, non è semplicemente il ritratto di un ragazzo come tanti, ma piuttosto quello di un punto di riferimento. Alex viene descritto, senza esitazione, come “il fratello di tutti”, una figura capace di catalizzare le persone attorno a sé con la sua energia contagiosa e un sorriso che sembrava aprire ogni porta. La zia, Giorgia Ugolini, ha voluto sottolineare come, in questi giorni terribili, la presenza costante degli amici al suo fianco, persino in ospedale, sia stata la restituzione più autentica di tutto l’affetto che lui per primo aveva saputo seminare. Un circolo di amore che, nel momento del massimo dolore, non si è spezzato ma si è rinsaldato, trovando nella condivisione del lutto una forza inaspettata.

Un’amicizia nata dall’asilo

Tra le tante voci che lo ricordano, quella di Gabriel Zeni risuona con una particolare intensità, carica di un legame che affonda le radici in un’infanzia condivisa. “Non c'è un giorno che io ricordi di aver passato senza Alex”, ha confessato l’amico, tracciando con poche parole un solco profondo di un’amicizia nata sui banchi dell’asilo a Zambana e proseguita, indisturbata, attraverso le scuole elementari e tutta la vita successiva. Quel “lo continuo a pensare” non è solo un’espressione di cordoglio, ma il segnale di un vuoto che appare improvvisamente incolmabile, di un’assenza che si fa sentire in ogni momento della giornata, rivelando quanto fosse profonda e quotidiana la loro complicità.

La dinamica della tragedia

L’incidente che ha portato alla morte del giovane è avvenuto lungo la statale 43, all’altezza dello svincolo per Denno, verso le otto di sera del 2 novembre. Lo scontro frontale tra due autovetture, un evento di una violenza inaudita, non ha lasciato scampo ad Alex Ugolini, che dopo tre giorni di agonia si è spento all’ospedale Santa Chiara di Trento. La tragedia, però, non ha coinvolto solo lui: altre tre persone sono rimaste ferite nell’impatto. Due di esse, per fortuna, hanno riportato lesioni meno gravi, mentre una ragazza diciottenne di Denno versa tuttora in condizioni critiche, ricoverata in terapia intensiva, il cui quadro clinico rimane un motivo di grande apprensione per quanti seguono le conseguenze di quella sera fatale.

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