L’ultimo saluto a Tommaso Ugolini, la chiesa di Sant’Agostino gremita per il funerale del 19enne
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Redazione Interno
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Si è concluso nel tardo pomeriggio, nella chiesa di Sant’Agostino a Rimini, il commosso saluto a Tommaso Ugolini, il diciannovenne originario di Bologna ma con radici profondamente riminesi, la cui vita si è spezzata venerdì scorso nelle acque di Gallipoli. La cerimonia, iniziata alle 17.30 di oggi, 10 agosto, ha visto la partecipazione di una folla numerosissima che ha gremito ogni spazio disponibile, ben prima dell’inizio della liturgia, segno tangibile di quanto la tragedia abbia scosso non solo la cerchia degli affetti più stretti ma anche l’intera comunità che gravita tra l’Emilia e la Romagna.
L’atmosfera era carica di dolore e raccoglimento, mentre familiari, amici e compagni di scuola si stringevano attorno ai genitori del ragazzo, il professor Giampaolo Ugolini, primario del reparto di Chirurgia dell’ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna, e la moglie Emanuela, per porgere l’estremo saluto a un ragazzo che aveva appena iniziato a vivere.
Una tragedia durante le vacanze in Salento
Tommaso Ugolini si trovava in Puglia per una vacanza con un amico, quando la sua vita è stata stroncata all’improvviso a soli 19 anni. Secondo le prime ricostruzioni, mentre si trovava in mare per un bagno nelle acque di Gallipoli, sarebbe stato colto da un improvviso malore che, come spesso accade in queste circostanze, ha reso vani tutti i tentativi di soccorso.
I sanitari del 118 sono intervenuti tempestivamente e hanno praticato manovre di rianimazione per circa 45 minuti, nella speranza di strapparlo alla morte; purtroppo, ogni sforzo si è rivelato inutile e per il giovane non c’è stato nulla da fare. La dinamica dell’accaduto ha lasciato sgomenti tutti coloro che lo conoscevano, perché nulla faceva presagire una fine così drammatica per un ragazzo in piena salute, che si trovava semplicemente a godersi una meritata pausa estiva dopo gli impegni dell’anno scolastico.
Il legame indissolubile con Rimini e la famiglia
Sebbene fosse nato e cresciuto a Bologna, Tommaso era visceralmente legato a Rimini, la città d’origine dei suoi genitori, e questo profondo rapporto è emerso con evidenza nella scelta di celebrare i funerali nella chiesa di Sant’Agostino, cuore pulsante della comunità riminese.
La figura del padre, il professor Giampaolo Ugolini, stimato primario del reparto di Chirurgia all’ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna, e quella della zia Elena Ugolini, consigliera regionale, hanno contribuito a fare del giovane una figura nota e benvoluta in diversi ambienti, sia sanitari che politici e sociali.
Durante l’omelia, i celebranti hanno voluto ricordare la giovane età di Tommaso e la sua vivacità, sottolineando come la sua esistenza, pur così breve, abbia lasciato un segno indelebile; parole toccanti sono state pronunciate anche per la famiglia, in particolare per i genitori che ora devono affrontare un dolore immenso e inspiegabile. Al termine della funzione religiosa, il feretro è stato accompagnato al cimitero di San Martino Monte l’Abate, dove ha avuto luogo la sepoltura in un contesto di riservatezza e profonda commozione.
Il cordoglio e l’abbraccio della collettività
L’afflusso massiccio di persone nella chiesa di Sant’Agostino e l’attenzione suscitata dalla vicenda testimoniano come la morte di Tommaso abbia toccato le corde più profonde di una collettività che si è riconosciuta nel dolore di una famiglia colpita da una perdita assurda. Tra i banchi erano presenti non solo i coetanei e i compagni di scuola, ma anche molti adulti, esponenti del mondo medico e accademico, tutti accomunati dal desiderio di porgere un messaggio di vicinanza ai genitori e ai parenti più stretti.
Il silenzio rispettoso che ha accompagnato l’uscita del feretro e il commosso saluto finale con gli applausi, al termine del rito, hanno rappresentato un tentativo di alleviare, seppur in minima parte, il peso di un lutto che lascia un vuoto incolmabile.
La prematura scomparsa del ragazzo, avvenuta in un contesto di spensieratezza come quello di una vacanza al mare, ha riportato l’attenzione sulla fragilità dell’esistenza, ma oggi la priorità è stata quella di concedere alla famiglia Ugolini il tempo e lo spazio necessario per elaborare un dolore che, come hanno ricordato molti presenti, non si attenua con il passare dei minuti ma si trasforma in un ricordo prezioso e doloroso da custodire.
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