Raid reciproci Mosca-Kiev, cinque morti: colpita anche una raffineria a Krasnodar
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Redazione Esteri
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Un'ennesima notte di fuoco ha attraversato l'Ucraina e la Russia, con raid aerei che si sono intensificati in un reciproco scambio di colpi. La Russia ha lanciato attacchi simultanei contro le città di Kiev, Kharkiv, Zaporizhzhia e Dnipro, causando incendi e danneggiando diversi edifici residenziali; il bilancio provvisorio parla di almeno tre vittime sul suolo ucraino: una a Kharkiv e due a Zaporizhzhia, secondo quanto riferito dall'agenzia ucraina Rbc e dall'Aeronautica militare.
L'attacco ucraino alla raffineria Afipsky
In risposta all'ondata di bombardamenti, le forze armate ucraine hanno condotto un'operazione con droni contro il territorio di Krasnodar, nella Russia meridionale. L'obiettivo del raid è stato la raffineria di petrolio di Afipsky, una delle più grandi strutture di lavorazione del greggio del distretto federale, già in passato bersaglio di attacchi. L'impianto, la cui capacità produttiva è di circa 6,25 milioni di tonnellate all'anno (pari a circa il 2% della raffinazione russa), è andato in fiamme a seguito dell'impatto dei velivoli senza pilota.
Il bilancio delle vittime e le dichiarazioni delle autorità
Il raid ucraino ha provocato la morte di due persone e il ferimento di altre due, come confermato dal governatore della regione di Krasnodar, Veniamin Kondratiev, in un messaggio pubblicato sul suo canale Telegram.
Secondo la ricostruzione del governatore, i detriti dei droni abbattuti sono caduti nei pressi della stazione ferroviaria di Afipsky, causando le vittime; nello stesso agglomerato urbano, almeno dieci abitazioni private hanno subito danni, con una di queste che ha preso fuoco, mentre squadre di vigili del fuoco e personale di emergenza sono al lavoro per domare le fiamme e mettere in sicurezza l'area.
Scenario di un conflitto che si allarga
Questa escalation si inserisce in un contesto bellico che ormai da mesi vede intensificarsi gli attacchi contro le infrastrutture strategiche e civili, con Mosca che respinge al contempo le proposte di pace di Kiev. La scelta ucraina di colpire nuovamente la raffineria Afipsky, già danneggiata in precedenti attacchi, rappresenta una chiara strategia per indebolire la capacità logistica ed energetica della Russia, mentre i raid russi sulle città ucraine continuano a mettere a dura prova la popolazione civile e le reti energetiche del paese.
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