Viareggio si veste di cartapesta: al via il 153esimo Carnevale tra satira e tradizione

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Il lungomare di Viareggio, quello stesso che d’inverno accoglie il moto quieto del mare, si prepara a trasformarsi, come da rituale, nel palcoscenico di una kermesse unica. Domenica 1° febbraio, infatti, avrà inizio il primo corso mascherato della 153esima edizione del Carnevale, sancendo l’inizio di un periodo che, per la città, segna una scansione del tempo a sé stante. I viali a mare vedranno sfilare, come da tradizione consolidata, i maestosi carri di prima categoria, nove colossi di cartapesta forgiati per sbeffeggiare con ironia pungente i vizi e i tratti salienti del Paese, senza risparmiare una critica spesso feroce ai personaggi che ne popolano la scena politica. L’atmosfera, come sempre, sarà festosa e colorata, animata dalla folla che si assiepa lungo il percorso per ammirare quelle costruzioni effimere che racchiudono mesi di lavoro meticoloso.

I semi del tempo e le note di Rita Pavone

Il tema scelto per guidare la fantasia dei maestri carristi e delle migliaia di partecipanti è “I semi del tempo”, un concetto che invita a riflettere, attraverso la lente della satira e della bellezza, sulla semina delle azioni e sulle loro conseguenze future. A fare da colonna sonora ufficiale all’intera manifestazione sarà una canzone di Rita Pavone, la cui voce storica si unirà così al coro gioioso e polemico della festa. Questo binomio fra un tema profondo e una melodia popolare riassume bene lo spirito duplice del Carnevale viareggino, sospeso fra l’impegno artistico-civile e la dimensione puramente ludica e di intrattenimento, elementi che ne hanno decretato la longevità e il successo.

Il Carnevale da collezionare, tra poster e riti cittadini

Con la kermesse, torna puntuale anche l’iniziativa “Il Carnevale da collezionare” targata Il Tirreno, presentata nei giorni scorsi presso la sede della Croce Verde. L’operazione, divenuta ormai un rito collaterale atteso da molti, prevede la distribuzione di una serie di poster che ritraggono i carri e l’essenza della festa: essi saranno dati in omaggio, a partire dal 31 gennaio e poi ogni giorno feriale per tutta la durata delle celebrazioni, unitamente a una copia del quotidiano. Questa consuetudine testimonia come il Carnevale permei ogni aspetto della vita cittadina, generando una serie di eventi satellitari che ne rafforzano il valore comunitario e identitario, trasformando l’arte effimera dei carri in un oggetto tangibile da conservare.

Un fattore identitario oltre la festa

Proprio sul carattere identitario della manifestazione ha posto l’accento il sindaco, sottolineando come a Viareggio il tempo si misuri spesso in un “prima e dopo il Carnevale”, a indicare un impatto che travalica i semplici giorni dei corsi. La kermesse, infatti, si declina in una molteplicità di appuntamenti che coinvolgono l’intero tessuto urbano: non solo le sfilate, dunque, ma mostre, eventi nei rioni e iniziative di innovazione, come quella che porterà in città, per opera di Azimut Benetti, oltre centocinquanta comandanti di yacht. Sono questi segni di un’eredità culturale e di un’attrattiva che la cartapesta sa generare, consolidando un legame indissolubile fra la città e la sua creazione più celebre.

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