Incendio sul monte Faeta, il vento inverte la direzione. Tre Canadair e venti squadre di terra in azione

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La lotta contro le fiamme sul monte Faeta, nel comune di Capannori, dura ormai da due giorni e, nonostante gli sforzi profusi durante la notte, il rogo – divampato nella serata di martedì – non mostra ancora segni di cedimento. Il personale del sistema regionale antincendio boschivo della Toscana ha operato ininterrottamente nelle ore scure, impiegando due elicotteri in azioni di spegnimento mirate sulle aree più impervie; con le prime luci dell’alba di oggi, 30 aprile, si è assistito a un nuovo e massiccio dispiegamento di mezzi aerei. Tre Canadair della flotta nazionale sono tornati in volo senza sosta, effettuando rifornimenti in mare davanti al parco regionale di San Rossore, mentre un quarto velivolo è atteso in mattinata da Roma per rafforzare la risposta alle fiamme.

Il vento cambia direzione e complica le operazioni a terra

Proprio la componente meteorologica, e in particolare il vento di grecale che spira sulla zona, ha finito per invertire la direzione del fronte d’incendio, portando le fiamme anche sul versante che ricade sotto la giurisdizione del comune di Capannori. Una circostanza, quest’ultima, che ha costretto i responsabili dell’antincendio a ricalcolare le traiettorie di intervento: non più solo la parte iniziale del monte, ma anche le pendici fino a lambire aree più prossime a Santa Maria del Giudice, nel territorio lucchese. Il vento, la cui intensità dovrebbe attenuarsi non prima di stasera, continua a rendere difficoltoso il lavoro delle venti squadre di terra, le quali avanzano con cautela tra zone già bruciate e altre ancora minacciate dalla propagazione rapida.

Quattro Canadair e un sorvolo per stimare i danni

Alle operazioni aeree, inizialmente coperte da due soli mezzi, si sono aggiunti nella tarda mattinata i due Canadair supplementari, portando così a quattro il numero complessivo degli aerei antincendio impegnati. Un dispiegamento, quello della flotta nazionale, che ha consentito di effettuare ripetuti lanci di acqua e ritardante direttamente sui fronti più attivi. Parallelamente, il personale regionale AIB ha completato un sorvolo dell’area interessata, una ricognizione tecnica appena conclusa prima della divulgazione dei primi dati. Secondo quanto si legge in una nota dell’antincendio regionale, la superficie percorsa dalle fiamme è stata stimata in circa 70 ettari, una cifra che potrebbe aggiornarsi nelle prossime ore a causa dell’incessante azione del vento.

Mezzi da Roma e rifornimenti in mare: la macchina dei soccorsi non si ferma

Il sistema regionale antincendi boschivi ha operato senza soluzione di continuità per tutto il pomeriggio di ieri e l’intera nottata, supportato dalle prime ore del giorno dai tre Canadair – quindi dal quarto giunto da Roma – i quali effettuano i rifornimenti in mare, davanti al parco regionale di San Rossore, per ottimizzare i tempi di rientro. Sul posto, gli operatori delle squadre di terra (venti quelle mobilitate) si alternano in turni estenuanti, tenendosi in costante contatto radio con i piloti per evitare di lavorare su aree appena bombardate dall’alto. Nessuna evacuazione è stata disposta al momento, sebbene la colonna di fumo, visibile a decine di chilometri di distanza, abbia alimentato la preoccupazione tra chi risiede nelle frazioni vicine. Le indagini sulle cause del rogo, che resta attivamente presidiato, non sono state ancora avviate ufficialmente.

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