FIFA e investimenti privati nel calcio: scontro con l’Uefa
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Redazione Sport
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La FIFA e gli investimenti privati nel calcio sono al centro dello scontro aperto dopo il progetto di creare una società destinata a raccogliere capitali privati per lo sviluppo del movimento calcistico. Gabriele Gravina, vice presidente della Uefa, ha criticato duramente l’idea parlando con l’ANSA e spiegando che “il calcio non può essere ridotto ad un affare privato”. Secondo Gravina, il limite sarebbe stato superato e tutte le Confederazioni devono essere coinvolte nelle decisioni che riguardano il futuro del calcio internazionale.
Il piano della FIFA per una nuova società commerciale
Il progetto della FIFA prevede la creazione di Fifa Forward Enterprise (Ffe), una società nella quale confluiranno attività commerciali e organizzazione degli eventi, compresi i Mondiali. L’iniziativa è stata anticipata dal Financial Times e viene descritta come un’operazione capace di generare cifre nell’ordine dei miliardi. La nuova struttura avrebbe l’obiettivo di concentrare alcune attività legate alla crescita economica del calcio, aprendo per la prima volta il capitale della FIFA agli investimenti privati.
Secondo lo scenario riportato nelle ricostruzioni sul progetto, la vendita di quote della Coppa del Mondo agli investitori privati potrebbe permettere alla FIFA di ottenere risorse molto elevate. Tra i possibili interessati viene citato anche un nome collegato alla famiglia di Donald Trump, mentre il rapporto tra Infantino e l’amministrazione del presidente Trump viene inserito nel contesto dei Mondiali 2026 organizzati da Stati Uniti, Canada e Messico. L’operazione ha quindi aperto un confronto sul ruolo dei privati nella gestione degli eventi calcistici più importanti.
La reazione dell’Uefa e le critiche di Gravina
La risposta dell’Uefa al progetto FIFA è stata immediata e fortemente critica. L’organismo europeo ha sostenuto che “il calcio non si vende” e ha contestato l’ipotesi di un’apertura del capitale ai privati, ritenendo che sia stato superato un limite. Gravina ha ribadito questa posizione sottolineando che il calcio non può essere trasformato esclusivamente in un’operazione economica e che le scelte sul suo sviluppo devono coinvolgere tutte le realtà del movimento internazionale.
Il dibattito nasce intorno alla possibilità di trasformare il valore commerciale del calcio in una nuova fonte di investimenti attraverso una società dedicata. Il piano attribuito alla FIFA viene collegato a un progetto da 20 miliardi e alla volontà di sfruttare ulteriormente le potenzialità economiche della Coppa del Mondo. La proposta, però, ha creato una frattura con l’Uefa, che contesta il coinvolgimento diretto di capitali privati nella gestione di elementi centrali del calcio mondiale.
Al centro della discussione resta quindi il rapporto tra sviluppo economico e controllo delle competizioni calcistiche. Da una parte la FIFA valuta una struttura pensata per concentrare attività commerciali e attrarre investimenti, dall’altra l’Uefa e Gravina chiedono attenzione sui confini tra crescita finanziaria e natura sportiva del calcio. Il progetto di Fifa Forward Enterprise continua così a rappresentare un punto di confronto tra le principali istituzioni del calcio internazionale.
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