Trump valuta attacchi “brevi e potenti” contro l’Iran mentre ribattezza Hormuz e attacca Berlino
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Redazione Esteri
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L’amministrazione statunitense, con il presidente Donald Trump ormai stabilmente insediato alla Casa Bianca da oltre un anno, sta esaminando scenari bellici di nuova generazione per uscire dallo stallo diplomatico con Teheran. Secondo quanto ricostruito dal sito Axios, infatti, il Comando centrale americano (Centcom) avrebbe predisposto un pacchetto di azioni militari mirate, descritte come “brevi e potenti”, che probabilmente prenderebbero di mira infrastrutture strategiche della Repubblica islamica. Tre fonti informate sui fatti, citate dal portale americano, confermano l’esistenza del piano, il quale – nella logica della Casa Bianca – servirebbe a sbloccare una situazione negoziale che appare ormai completamente cristallizzata. Tra le opzioni sul tavolo, che saranno presentate oggi ai vertici militari e probabilmente allo stesso presidente, non si esclude un’operazione per il controllo di porzioni dello Stretto di Hormuz o un blitz per mettere in sicurezza l’uranio arricchito; l’ammiraglio Brad Cooper, a capo del Centcom, guiderà il briefing.
La provocazione sullo “Stretto di Trump” e lo scontro con la Germania
In un contesto di crescente tensione, la comunicazione presidenziale ha subito alzato il tiro: Trump ha ripostato sul suo profilo Truth una mappa modificata del braccio di mare conteso, ribattezzato provocatoriamente “Stretto di Trump”. Nell’immagine compaiono anche alcune petroliere battenti bandiera a stelle e strisce, quasi a voler simboleggiare visivamente la narrazione della libertà di navigazione a stelle e strisce. Ma la fibrillazione non riguarda solo il fronte mediorientale. Parallelamente, infatti, il tycoon ha annunciato la possibilità concreta di ridurre il contingente militare stanziato in Germania, una mossa che – è intuibile – aggraverebbe ulteriormente gli attriti con gli alleati europei. La mossa arriva a stretto giro di posta rispetto alle critiche del cancelliere tedesco Friedrich Merz, il quale aveva avuto modo di dichiarare che l’America, nelle more dei negoziati, sarebbe stata “umiliata” dall’Iran; una frase che a quanto pare non è affatto piaciuta oltreoceano, innescando una reazione a catena anche sul piano delle alleanze militari.
La tempesta annunciata e la linea dura della Guida Suprema
Proprio mentre i riflettori si accendono sul briefing di oggi con i generali, fonti stampa rivelano che Trump ha convocato i comandanti per valutare il “colpo finale” prima di porre fine alle ostilità, un segnale inequivocabile della serietà con cui la Casa Bianca sta considerando l’ipotesi di una escalation. Tuttavia, dall’altra parte dello scacchiere, la risposta iraniana non si è fatta attendere e si è concretizzata in toni tutt’altro che concilianti. In occasione della giornata dedicata al Golfo Persico, la Guida suprema della Repubblica islamica, Mojtaba Khamenei, ha scelto i toni della retorica trionfalistica per lanciare un monito durissimo: «Gli stranieri che vengono da migliaia di chilometri di distanza per agire con avidità e malizia non hanno posto nel Golfo se non sul fondo delle sue acque».
Il fattore Hegseth e il Congresso in subbuglio
Un’ulteriore sponda a questa potenziale svolta bellica arriva dal fronte interno statunitense, dove il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha recentemente bollato come “disfattista” l’atteggiamento di una parte del Congresso. Questa frizione tra potere esecutivo e legislativo – va ricordato – si inserisce in un quadro giuridico complesso, dato che il conflitto è scoppiato senza una formale autorizzazione parlamentare. La preoccupazione per i costi umani e finanziari dell’operazione, che alcuni osservatori indicano in costante aumento, si scontra con la volontà della Casa Bianca di non cedere sulla questione della sicurezza marittima. Intanto, la dichiarazione della Guida – che, va notato, continua a non apparire in pubblico da prima della sua nomina – è stata diffusa per iscritto e rappresenta l’ennesimo messaggio di sfida al predominio navale americano.
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