Federico Riva si scatena a Liévin: record italiano dei 1500 limato di nove decimi
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Redazione Sport
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La penultima tappa del World Indoor Tour, quella di Liévin che rappresenta un appuntamento fisso di livello gold per gli appassionati del circuito internazionale al coperto, ha regalato una serata di autentico spessore per i colori azzurri, con prestazioni che proiettano con ottimismo verso i Mondiali in sala di Torun, in programma dal 20 al 22 marzo. Tra i protagonisti assoluti della spedizione italiana spicca il mezzofondista Federico Riva, il quale ha letteralmente stracciato il proprio primato nazionale sui 1500 metri indoor, un tempo che aveva ritoccato appena undici giorni fa a Karlsruhe. L’atleta, con una progressione che non ha lasciato scampo al cronometro, ha fermato le lancette sul tempo di 3:33.04, ritoccando al ribasso di ben nove decimi quel 3:33.94 che già rappresentava un limite storico per l’atletica italiana. Una prestazione di rilievo assoluto, ottenuta in una gara dal ritmo sostenutissimo, che lo ha visto chiudere in seconda posizione: davanti a lui, a dettare legge con un 3:32.44 che vale il record portoghese, c’era solo Isaac Nader, il campione del mondo in carica della specialità, un avversario contro il quale confrontarsi rappresenta già di per sé un termine di paragone di eccezione.
La doppietta dei record con Nadia Battocletti e il dominio di Fabbri nel peso
La serata francese, però, non ha vissuto solo della formidabile prova di Riva. In contemporanea, un’altra stellina del mezzofondo italiano, Nadia Battocletti, ha offerto una prova di forza e resistenza semplicemente monumentale. La trentina, dopo aver eguagliato il record italiano dei 1500 a Madrid, si è presentata sui 3000 metri con l’intenzione di migliorare ulteriormente il proprio standard, e ci è riuscita con un margine incredibile: il suo 8:26.44, che le è valso il terzo posto in una gara vinta dall’etiope Freweyni Hailu, ha polverizzato il precedente limite che la stessa Battocletti deteneva con 8:30.82. Un miglioramento di oltre quattro secondi che la pone a un soffio – appena tre centesimi – dal primato europeo indoor della britannica Laura Muir, un mostro sacro della disciplina, e che la avvicina pericolosamente anche al suo stesso record all’aperto. Un segnale, questo, che lascia intendere come la preparazione stia procedendo in maniera impeccabile.
A completare un quadro di squadra a tinte fortemente azzurre ci ha pensato Leonardo Fabbri, il quale ha confermato il suo stato di grazia nel getto del peso. Il campione europeo ha vinto il duello a distanza con lo statunitense Joe Kovacs, tre volte argento olimpico, imponendosi con la misura di 21,82 metri, un lancio che ha avuto il pregio di arrivare dopo un avvio di gara attento e che ha relegato lo statunitense a 21,40. Per Fabbri, che aveva già vinto qui nelle due precedenti edizioni, si tratta del primo vero banco di prova stagionale al coperto dopo i recenti allenamenti in Sudafrica, e la risposta è stata all’altezza delle aspettative, certificando la sua leadership nel panorama internazionale della specialità.
L’exploit nei 2000 di Marta Zenoni e il contesto di una serata da incorniciare
Oltre ai riflettori puntati sui tre nomi di punta, la riunione francese ha regalato un’altra perla azzurra grazie a Marta Zenoni. La giovane bergamasca, nei 2000 metri, ha fatto segnare la migliore prestazione italiana di sempre sulla distanza al coperto, fermando il cronometro su un eccellente 5:42.43. Un tempo che riscrive un primato che resisteva dal lontano 1982, firmato da Agnese Possamai, e che conferma la profondità di un movimento in costante crescita. Una profondità che, al netto delle individualità, è emersa anche in altre gare, come i 1500 metri femminili con Gaia Sabbatini o i 60 ostacoli con Lorenzo Simonelli, nonostante risultati non sempre allineati con i primati personali. In un meeting che passerà alla storia anche per il clamoroso record del mondo negli 800 femminili della britannica Keely Hodgkinson, l’atletica italiana ha dunque messo in fila una serie di segnali importanti, piazzando tre atleti su diversi podi ideali e ritoccando più volte il libro dei primati nazionali, a testimonianza di un movimento che sa esprimersi ai massimi livelli quando conta.
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