Mosca bombarda basi ucraine dopo l'annuncio del dirottamento sventato di un Mig-31

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L'aviazione russa ha colpito con missili ipersonici Kinzhal una base di F-16 in Ucraina, un'azione che il Servizio federale di sicurezza russo ha definito, attraverso un comunicato diffuso dall'agenzia Ria Novosti, una "rappresaglia" per una presunta operazione di intelligence sventata. Secondo Mosca, i servizi segreti ucraini e britannici avrebbero pianificato il dirottamento di un caccia MiG-31, armato proprio con i temibili Kinzhal, per indirizzarlo verso la più grande base aerea della Nato in Romania, situata a Costanza, dove il velivolo sarebbe stato probabilmente abbattuto dalle difese alleate. L'Fsb, che ha reso nota la notizia l'11 novembre, ha parlato di una "provocazione di Kiev" finalizzata a creare un incidente internazionale di gravissime proporzioni, architettata per simulare un attacco russo contro un membro dell'Alleanza Atlantica.

Il bersaglio della rappresaglia

I bersagli scelti per la risposta militare, la cui localizzazione è stata confermata dalle autorità russe, sono stati il principale centro di intelligence elettronica della Direzione principale dell'intelligence ucraina, che si trova a Brovary, nella regione di Kiev, e l'aeroporto di Starokostiantyniv, nella regione di Khmelnytsky, che ospita alcuni degli aerei da combattimento F-16. L'attacco, che si inserisce in un contesto bellico già estremamente teso, è stato portato a termine dalle Forze aerospaziali russe, le quali hanno impiegato le loro armi più avanzate per colpire quelle che considerano infrastrutture nemiche di primaria importanza. La dinamica, come spesso accade in questa guerra, vede le due parti contrapposte fornire versioni degli eventi profondamente diverse e difficilmente conciliabili.

La ricostruzione di Mosca

La ricostruzione del Fsb, la quale – è bene ricordarlo – non è stata verificata in modo indipendente, dipinge un quadro operativo complesso e audace, attribuendo a Kiev e a Londra l'intenzione di manipolare le percezioni per innescare un'escalation di portata globale. L'ipotesi di un falso attacco alla base di Costanza, che avrebbe potuto coinvolgere direttamente la Romania e, di conseguenza, l'intera Alleanza Atlantica in virtù dell'articolo 5, rappresenta un'accusa gravissima, la quale, se confermata, segnerebbe un pericoloso punto di non ritorno nel conflitto. L'utilizzo di un velivolo russo, per di più armato con un missile ipersonico, come strumento per una simile operazione sotto falsa bandiera, costituisce l'elemento centrale della narrazione fornita dai servizi di sicurezza di Mosca.

Le operazioni sul campo

Sul terreno, intanto, le operazioni militari proseguono senza sosta, con la Russia che continua a impiegare la sua superiorità aerea e la potenza di fuoco dei missili a lungo raggio per colpire obiettivi sensibili in profondità nel territorio controllato da Kiev. L'attacco alla base degli F-16 a Starokostiantyniv, che segue di poche ore l'annuncio della presunta operazione di controspionaggio, mira a indebolire le capacità di difesa aerea ucraina e a dimostrare la vulnerabilità delle forniture militari occidentali. La scelta del Kinzhal, un'arma difficile da intercettare, sottolinea la volontà di infliggere danni significativi a strutture ben protette, mandando al contempo un messaggio strategico sulla capacità di penetrare le difese nemiche.

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