Mosca bombarda e avanza, Zelensky sa che ormai è finita
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Redazione Esteri
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Mentre una pioggia di missili e droni si abbatte su Kiev, causando una notte di terrore e un bilancio di almeno sei vittime, e un attacco a Odessa colpisce un mercato uccidendone due, le forze di Mosca continuano la loro lenta ma inesorabile avanzata nel Donetsk. Il presidente Volodymyr Zelensky, che ha definito gli assalti "calcolati per infliggere la massima sofferenza alla popolazione e il massimo danno alle infrastrutture civili", si trova a fronteggiare una situazione sempre più drammatica, della quale, secondo quanto riportato, sarebbe perfettamente consapevole. A Pokrovsk, roccaforte ucraina nella regione, il rischio che l’esercito di Kiev abbia i giorni contati si fa infatti sempre più concreto, nonostante le rassicurazioni, peraltro non dettagliate, provenienti dai vertici militari del paese.
La conferma di un generale italiano
A confermare la gravità della posizione ucraina sul campo è il generale di corpo d’armata Fabio Mini, il quale, in un’intervista, ha sottolineato come qualsiasi attacco condotto contro la Russia impatti soltanto sul breve periodo, senza alterare gli equilibri di fondo di un conflitto che prosegue senza sostanziali inversioni di tendenza. Le sue parole, che gettano una luce cruda sulla realtà delle operazioni, si inseriscono in un dibattito complesso, che vede anche l’Italia divisa al suo interno riguardo a un nuovo invio di armamenti a Kiev, annunciato dal ministro degli Esteri senza che siano stati specificati i tempi e le modalità.
La distruzione delle vie di comunicazione
In questo quadro di pressione costante, le forze ucraine hanno tentato una mossa destinata a ritardare l’avanzata nemica, facendo saltare in aria la strada che collega Selydove e Pokrovsk. L’episodio, documentato da un video diffuso dal 7° Corpo di risposta rapida delle forze d’assalto aereo, è stato presentato come un’operazione volta a tagliare le vie logistiche nemiche negli accessi a un nodo cruciale del fronte orientale. Una distruzione, questa, che segna il territorio e che, se da un lato potrebbe ostacolare i rifornimenti avversari, dall’altro delinea una ritirata strategica e una difesa che si affida alla terra bruciata.
La narrativa contrapposta dei due schieramenti
Le dichiarazioni ufficiali delle due parti rimangono, com’è prevedibile, diametralmente opposte: da un lato Kiev accusa Mosca di colpire deliberatamente i civili, dall’altro il governo russo ribadisce, senza fornire prove a sostegno, che i suoi bersagli sono esclusivamente di natura militare. La richiesta ucrana di un intervento della comunità internazionale, avanzata con forza dalla premier, si scontra con una realtà dei fatti che, sul terreno, appare sempre più compromessa, mentre la guerra di logoramento continua a mietere vittime e a ridisegnare, con lentezza e violenza, le linee di un conflitto il cui esito sembra ormai segnato.




