Pasqua amara per i portafogli: colombe e uova di cioccolato costano il 20% in più
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Redazione Economia
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L’Istat ha reso noti oggi i dati sull’inflazione di marzo, che segna un +1,9% su base annua e un incremento dello 0,3% rispetto a febbraio. Se il dato complessivo rimane contenuto, alcuni settori – in particolare quello alimentare – registrano aumenti che superano abbondantemente la media, trasformando la Pasqua 2025 in una “stangata” per le famiglie, come denuncia senza mezzi termini il Codacons.
A pesare sono soprattutto i rincari su prodotti simbolo delle festività: il cioccolato, ingrediente fondamentale per uova e colombe, è salito del 9,6%, mentre burro e caffè hanno toccato picchi del 19,5%. Una dinamica che si riflette inevitabilmente sugli scaffali, dove i dolci pasquali mostrano aumenti a due cifre. Le colombe, ad esempio, costano in media il 20% in più rispetto al 2024, e per quelle di fascia alta si sfiorano i 50 euro. Ancora più marcata la crescita per le uova, il cui prezzo al chilo – in alcuni casi – supera gli 80 euro, con punte che arrivano a 131 euro per le versioni artigianali o di alta gamma.
L’indagine condotta da Altroconsumo in 30 punti vendita tra Milano e Roma, tra fisici e online, conferma il trend: rispetto al 2023, il balzo complessivo è del 13,1%, ma l’incremento annuale, se si considera solo il 2024, si attesta comunque sul 5,4%. Numeri che spiegano perché, tra carrelli della spesa più leggeri e rinunce, molti consumatori abbiano percepito il peso di un’inflazione che, seppure rallentata rispetto ai picchi del 2022, continua a mordere.
Dietro queste cifre ci sono fattori ben precisi: dai costi dell’energia, che influiscono sull’intera filiera, alla volatilità dei prezzi delle materie prime, come il cacao, il cui mercato globale ha subito tensioni speculative. Senza contare gli effetti a catena di un’agricoltura sempre più vulnerabile ai cambiamenti climatici, che ha fatto lievitare i listini di zucchero e latte




