Neymar, lesione al polpaccio: l’esordio al Mondiale è già un miraggio
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Redazione Sport
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Era bastata la sua presenza in lista – per certi versi discussa, visto il recente passato fatto di stop e ricoveri lontani dai campi – a restituire al Brasile un simbolo, un filo diretto con l’ultima era d’oro del proprio calcio. E invece, a nemmeno due settimane dal fischio d’inizio del Mondiale 2026, il fronte medico della Seleção ha spento ogni entusiasmo.
Neymar ha riportato una lesione muscolare di secondo grado al polpaccio sinistro, una diagnosi che neppure il club di appartenenza, il Santos, aveva inizialmente ipotizzato quando, il 17 maggio, durante l’ultima partita prima del raduno, il numero 10 aveva avvertito il primo fastidio.
I conti del calendario: amichevoli out, poi il rebus Marocco
A parlare, con la chiarezza che solo un referto clinico può offrire, è stato Rodrigo Lasmar, il medico della nazionale brasiliana. Gli esami strumentali effettuati a Teresópolis – dove Neymar si era presentato con un elicottero privato per non perdere un minuto – hanno infatti spazzato via ogni ipotesi di banale affaticamento: “Non è un semplice edema, è una lesione di secondo grado. Si prevede che tornerà disponibile tra due e tre settimane”.
Tradotto in partite, significa uno stop certo per le amichevoli pre-mondiali contro Panama (in programma il 31 maggio al Maracanã) e contro l’Egitto (il 6 giugno a Cleveland). Ma la vera angoscia, per i tifosi verdeoro, riguarda il debutto iridato del 13 giugno, quando il Brasile affronterà il Marocco al MetLife Stadium.
L’incubo del recupero in extremis e la gestione del gruppo
Anche nello scenario più ottimistico – che Lasmar stesso ha quantificato in quattordici giorni netti di stop – il rientro in gruppo del giocatore avverrebbe soltanto l’11 giugno, quarantotto ore prima del match d’esordio. Un margine talmente esiguo, per un calciatore che arriva da un lungo digiuno dal campo con la maglia della Seleção (l’ultima presenza risaliva all’ottobre del 2023), da rendere praticamente impossibile una titolarità.
La lesione, localizzata al polpaccio, è infatti quella classica che richiede tempi di recupero biologici non negoziabili; forzare i tempi esporrebbe il fantasista al rischio concreto di una ricaduta immediata, con conseguente esclusione dal resto della fase a gironi. Neymar, che compirà 34 anni durante il torneo, dovrà guardare i compagni di squadra – inseriti nel girone G insieme a Scozia e Haiti – almeno per le prime battute della competizione.
Il precedente e la gestione di una risorsa fragile
Questa ennesima tegola muscolare riaccende inevitabilmente i riflettori sulla fragilità fisica che ha costellato la carriera del giocatore negli ultimi anni. Dal grave infortunio al ginocchio subito proprio con la nazionale nel 2023, passando per l’avventura deludente in Arabia Saudita, fino al ritorno “a casa” al Santos, il filo rosso è sempre stato lo stesso: un talento immenso ma continuamente interrotto dai problemi fisici. Lo staff tecnico, guidato in panchina da Carlo Ancelotti, dovrà ora prendere una decisione importante nei prossimi giorni.
Il regolamento consente sostituzioni per infortunio grave fino a ventiquattro ore prima dell’esordio, ma la sensazione che filtra è che la CBF voglia blindare il suo uomo simbolo, anche a costo di averlo disponibile solo per la fase a eliminazione diretta. Per ora, Neymar resta in ritiro ma lontano dal gruppo, sottoposto a un programma intensivo di fisioterapia che verrà aggiornato giorno per giorno. La sua seconda vita da professionista, quella che doveva portarlo alla conquista della stella mancante, è già in salita.




