Neymar salta Haiti, il Brasile lo attende agli ottavi: i dettagli sul recupero del 34enne
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Redazione Sport
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Il c.t. Carlo Ancelotti, che pure aveva visto il proprio assistito compiere progressi significativi nel corso della settimana, ha preso una decisione netta in merito alle condizioni del suo miglior marcatore storico; Neymar, va detto, non è stato incluso nella lista dei convocati che partiranno alla volta di Filadelfia per il secondo impegno del gruppo C, quello appunto contro Haiti, in programma nella notte italiana tra venerdì e sabato (ore 2.30). lo staff tecnico, dopo averlo valutato negli ultimi allenamenti al Columbia Park, ha optato per una linea prudenziale che tiene conto della fragilità di un polpaccio destro che circa un mese fa ne aveva decretato il forzato stop con il Santos.
La Cbf, attraverso un comunicato ufficiale diramato nella giornata di giovedì, ha reso noto che il numero 10 non si aggregherà ai compagni in partenza per la Pennsylvania: il suo percorso di recupero proseguirà dunque nella base operativa allestita in New Jersey, dove il brasiliano potrà contare sulle cure quotidiane dei preparatori atletici Cristiano Nunes e Mino Fulco.
L’attaccante, che mercoledì era tornato a calcare il prato insieme ai compagni per una seduta collettiva dopo l’infortunio rimediato in campionato, sta sostenendo carichi di lavoro piuttosto intensi, articolati in due sessioni giornaliere: al lavoro sul campo, infatti, si aggiungono esercizi mirati in palestra nel pomeriggio, al fine di ottimizzare la fase conclusiva della riabilitazione muscolare.
La gestione del carico e il piano dello staff di Ancelotti
La scelta di non imbarcarlo per Filadelfia, per quanto possa apparire rinunciataria in una competizione così breve, risponde a una logica che lo stesso Ancelotti, con la consueta pacatezza, ha più volte lasciato intendere nei colloqui con i suoi collaboratori: nessuna forzatura, nessun rischio calcolato per un calciatore che a 34 anni ha già alle spalle una storia clinica piuttosto costellata di stop.
Secondo quanto filtrato dalla stampa brasiliana, con la quale peraltro i rapporti sono ultimamente piuttosto tesi, la sensazione è che il tecnico italiano abbia ormai metabolizzato l’idea di poter disporre del suo fuoriclasse solo a partire dalla fase a eliminazione diretta, ragion per cui il match con Haiti rappresenterebbe un appuntamento da saltare senza troppi rimpianti.
La struttura alberghiera The Ridge, che ospita la delegazione verdeoro, diventerà dunque per Neymar il centro operativo dei prossimi giorni: qui potrà proseguire il lavoro differenziato senza lo stress del trasferimento, evitando al contempo il logoramento psicologico di una panchina o di una convocazione in extremis che lo esporrebbe a pressioni inutili.
Non c’è, al momento, una data precisa per il suo rientro in campo, ma la programmazione dello staff lascia intendere che il giocatore verrà gestito con il contagocce, senza sottoporlo a test decisivi prima dell’eventuale incrocio degli ottavi di finale. In questo modo, il Brasile si priva di un uomo che ha segnato 79 reti con la maglia della Seleção, ovvero il primatista assoluto di sempre, ma guadagna in termini di certezze per il prosieguo del torneo.
L’assenza più pesante per il gruppo C
Il gruppo C, va ricordato, è uno dei gironi più equilibrati del mondiale statunitense, e la partita contro Haiti rappresentava sulla carta l’occasione migliore per far rifiatare i titolari e concedere minutaggio a chi ha viaggiato meno; l’assenza di Neymar, tuttavia, priva Ancelotti di una pedina insostituibile per geometrie e imprevedibilità, specie contro difese chiuse e arcigne come quella haitiana.
Eppure, chi conosce il modus operandi del tecnico romagnolo sa bene che egli non ama sacrificare la tenuta fisica dei suoi uomini migliori in nome di un risultato che, comunque, si può conseguire con le alternative a disposizione, da Vinícius Júnior a Rodrygo, passando per il giovane Endrick e per il pivot Richarlison.
La notizia dell’esclusione, per quanto ampiamente messa in preventivo, ha comunque acceso un dibattito acceso tra i tifosi e gli opinionisti che seguono il cammino della Seleção, anche se la federazione ha fatto sapere che la scelta è stata condivisa dall’intero dipartimento medico e che non esiste alcun contrasto interno. Neymar, dal canto suo, avrebbe accolto la decisione con professionalità, continuando a lavorare a ranghi ridotti ma con grande intensità, come dimostrano le riprese delle sedute pomeridiane in palestra diffuse dai canali ufficiali della nazionale. il fatto che abbia già superato la fase acuta dell’infiammazione al polpaccio lascia ben sperare per i prossimi giorni, anche se la cautela rimane la parola d’ordine.
Il precedente con il Santos e i tempi di recupero muscolare
L’infortunio muscolare occorso circa un mese fa durante un impegno con il Santos, il club che lo ha rilanciato nel campionato brasiliano dopo l’esperienza saudita, era stato giudicato di media entità dai medici del club paulista; tuttavia, gli esami strumentali effettuati all’arrivo nel ritiro del New Jersey avevano evidenziato la necessità di un programma di recupero più graduale del previsto, anche a causa della conformazione anatomica del polpaccio destro che già in passato aveva dato problemi all’attaccante. da qui, la decisione di non convocarlo per la prima gara del mondiale – vinta senza troppi patemi contro una modesta selezione africana – e di ripetere lo stesso schema anche per la seconda uscita, malgrado i segnali positivi emersi dall’allenamento di mercoledì sul campo.
Il lavoro dei preparatori Nunes e Fulco, in questo senso, è risultato determinante per dosare i carichi e monitorare costantemente i parametri fisiologici del giocatore, che viene sottoposto a test giornalieri per valutare la risposta del muscolo agli sforzi sia esplosivi che di resistenza.
La scelta di lasciarlo a The Ridge, piuttosto che farlo viaggiare con la squadra, risponde anche a un'esigenza logistica: il centro sportivo Columbia Park offre spazi e attrezzature all'avanguardia, consentendo al calciatore di non interrompere il ciclo di terapie e di mantenere un'alimentazione controllata, oltre a un riposo regolare che in trasferta sarebbe più difficile garantire. Il c.t., in conferenza stampa, aveva già accennato alla possibilità che il suo gioiello potesse saltare le prime due giornate, e ora la conferma ufficiale non fa che avvalorare quella tesi.
Resta da capire se il numero 10 potrà sedersi in panchina almeno nell'ultimo match del girone, contro una formazione europea di medio cabotaggio, o se lo staff opterà per farlo direttamente debuttare agli ottavi, contando sulla freschezza atletica di un calciatore che non gioca una partita ufficiale da oltre un mese.
Quel che è certo, e che emerge dalle comunicazioni della Cbf, è che non esiste alcuna intenzione di bruciare le tappe: l'obiettivo è averlo al cento per cento della condizione per la fase calda del torneo, quella in cui ogni episodio e ogni guizzo individuale possono fare la differenza tra l'eliminazione e il passaggio del turno.
La prudenza, insomma, si trasforma in strategia, e il Brasile si prepara ad affrontare Haiti con un attacco rimaneggiato ma non per questo meno pericoloso, consapevole che il suo uomo simbolo sta attendendo il momento giusto per tornare a far parlare di sé sul terreno di gioco.




