Delia, l’anno del successo e la bufera per “Bella Ciao”: “Ho ricevuto minacce di morte”
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Redazione Cultura e Spettacolo
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È stato un anno denso di soddisfazioni e, allo stesso tempo, di durissime prove per Delia Buglisi, la giovane cantautrice siciliana che ha conquistato il pubblico prima con il terzo posto a X Factor 2025 e poi con una serie di collaborazioni di successo. L’exploit, però, si è accompagnato a una vicenda che l’ha segnata profondamente: la polemica seguita alla sua partecipazione al Concertone del Primo Maggio, quando decise di modificare il testo di “Bella Ciao” sostituendo la parola “partigiano” con “essere umano”.
Un gesto che, come ha raccontato in un’intervista rilasciata a Vanity Fair, le è costato un vero e proprio uragano di odio sui social, con tanto di minacce di morte.
Lo “scivolone” al Concertone e la shitstorm
Durante l’esibizione sul palco di piazza San Giovanni a Roma, Delia presentò una versione di “Bella Ciao” al pianoforte, modificando il celebre verso per allargare, a suo dire, il significato del brano ai conflitti contemporanei. L’intento, come spiegato poi dall’artista, era quello di lanciare un messaggio di pace e umanità, ma la reazione del pubblico e degli opinionisti fu immediata e durissima, tanto da essere definita dalla stessa cantante come “la più grande shitstorm che potessi immaginare”.
Tra i critici più autorevoli, Alessandro Gassmann, che sui social scrisse: “Non si possono cambiare le parole di ‘Bella ciao’. Hanno un senso ed una importanza che non possono e non devono cambiare. Il partigiano Non è un qualsiasi essere umano”.
Quella che inizialmente poteva sembrare una critica sul piano storico e culturale, però, degenerò rapidamente in attacchi personali di una violenza inaudita. A distanza di due mesi dall’accaduto, Delia ha raccontato di aver ricevuto messaggi in cui le si diceva che doveva morire. “Ci sono state tante persone molto pesanti, ho ricevuto minacce di morte, si è andati verso un territorio di odio che non era proprio messo in conto”, ha dichiarato, spiegando che per sopravvivere a quella tempesta è stata costretta a disinstallare i social per più di un mese.
L’amarezza per il fraintendimento
Nel raccontare quell’esperienza, la cantante ha ribadito più volte il suo rammarico per il fatto che il suo messaggio sia stato completamente frainteso. “Le intenzioni che avevo erano super nobili e belle. Mi dispiace che il mio messaggio sia stato frainteso. Non volevo assolutamente mancare di rispetto alla Resistenza, ma proprio per niente ai partigiani”. Ha poi aggiunto: “Rimpiango di essermi espressa male. Sapevo di poter avere delle critiche, ma in modo costruttivo: invece ho ricevuto una shitstorm, con annesse minacce di morte. è stata una grandissima lezione di vita che mi porterò dietro per sempre”.
La cantante ha sottolineato come l’attacco, ben presto, non fosse più rivolto alla sua scelta artistica, ma alla sua persona, scavalcando ogni confine del dibattito civile. Il fatto di essere finita al centro di una polemica così feroce l’ha costretta a fare i conti con un lato oscuro del successo mediatico che non aveva messo in conto, spingendola a isolarsi per ritrovare la propria serenità.
“Sicilia Bedda”: il riscatto musicale e l’identità artistica
Nonostante il momento difficile, Delia non si è fermata e il 3 luglio ha pubblicato il suo album d’esordio, “Sicilia Bedda”, disponibile per Isola degli Artisti/Warner Records. Il progetto, come spiegato dalla stessa artista, è un manifesto della sua identità: il filo conduttore è la lingua siciliana, che per lei rappresenta uno strumento espressivo contemporaneo e non un limite folkloristico. “Il titolo può forse fuorviare: il fil rouge è la lingua siciliana, non tanto la terra. Una lingua antica che ha tanti vestiti diversi e non solo quello popolare. dentro ci puoi trovare dal cantautorato al folk al pop”.
L’album, che arriva dopo il successo del singolo “Al mio paese” (certificato disco d’oro), inciso con Serena Brancale e Levante, esplora diverse sfaccettature della figura femminile. Brani come “Libera”, “Fimmina” e “Zitta e muta” raccontano donne consapevoli e ribelli, che combattono contro stereotipi e pregiudizi. “La figura della donna viene esplorata in varie sfaccettature”, ha spiegato l’artista, che non ha paura di affrontare temi anche intimi e ironici per stimolare una riflessione sociale.
Un anno da ricordare, tra luci e ombre
Il 2026 ha regalato a Delia Buglisi un successo che in pochi avrebbero potuto immaginare, dalla finale di X Factor al palco dell’Ariston per la serata cover di Sanremo, fino al tour che la vedrà esibirsi in alcuni dei teatri più suggestivi d’Italia. L’artista ha ammesso di essere cambiata, diventando più consapevole, ma di non aver perso la sua essenza nonostante la rapidità con cui tutto è accaduto. “E chi se lo aspettava un anno così. ho avuto di tutto, praticamente tutto ciò che si può avere in una intera carriera: il festival, un disco d’oro e una shitstorm. Non mi sono fatta mancare niente”.
La bufera per “Bella Ciao” è stata un duro colpo, una ferita che ha segnato il suo percorso, ma che non ha spento la sua voglia di fare musica. Delia guarda ora al futuro con l’obiettivo di continuare a raccontare storie di donne libere e della sua terra, senza farsi intimidire. In attesa, forse, di calcare nuovamente il palco dell’Ariston, magari in gara. “Quel palco è un sogno, uno status. Ti consacra nella musica italiana. Io intanto sto scrivendo nuove canzoni, magari...”.




