Allegri tedoforo a Borgomanero, la fiamma olimpica accende l'entusiasmo
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Redazione Sport
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Non c’erano il pallone da calciare né il fischio d’inizio, ma Massimiliano Allegri ha saputo muoversi con la consueta disinvoltura anche lungo un percorso invernale, indossando una tuta da neve e stringendo la fiaccola che brilla per Milano-Cortina 2026. L’allenatore del Milan, mercoledì 14 gennaio, ha infatti ricoperto il ruolo di tedoforo nella tappa che ha interessato Borgomanero, cittadina piemontese non lontana da Arona, correndo per un breve tratto fra due ali di folla festante, tra cui non mancavano sciarpe rosso-nere esibite per salutarlo. Un momento, il suo, che si è distinto per l’emozione palpabile e per qualche battuta scherzosa, lontano dalla tensione della panchina ma pur sempre sotto i riflettori di un evento dal profondo significato simbolico.
Un onore che va oltre il calcio
“Essere tedoforo durante il viaggio della Fiamma verso Milano per Milano Cortina 2026 è stato un grande onore e un’emozione intensa”, ha dichiarato Allegri a margine della sua frazione di percorso, quella compresa tra Borgomanero e Varese. La sua partecipazione, annunciata soltanto una settimana prima, si è inserita in un calendario fitto di impegni agonistici, cadendo alla vigilia della partita di campionato contro il Como, senza tuttavia distogliere l’attenzione dal valore dell’evento. Il tecnico ha colto l’occasione per sottolineare come la torcia olimpica rappresenti molto più di un semplice oggetto rituale, incarnando invece quei principi universali – dall’impegno al rispetto, dal sacrificio allo spirito di squadra – che ogni disciplina sportiva, a suo modo, prova a trasmettere.
Valori che uniscono e ricordi che tornano
Proprio quei valori, che lo sport diffonde ogni giorno unendo persone e popoli diversi, sono stati il fulcro delle riflessioni dell’allenatore, il quale ha definito l’esperienza un “momento di profondo significato umano e sportivo”. Nel commentare la giornata, Allegri non ha potuto fare a meno di rievocare anche immagini del passato, come quando, parlando dell’impatto delle Olimpiadi in Italia, ha ricordato figure leggendarie quali Alberto Tomba e il clima di festa nazionale che sapevano generare, al punto che “fermavano le scuole” per seguire le loro imprese. Un parallelismo, questo, che lega idealmente le glorie italiane di ieri all’attesa per i Giochi in casa del prossimo anno.
La fiaccola procede verso il traguardo
Il passaggio di testimone, in questo caso dalla fiamma olimpica al tecnico rossonero e poi al tedoforo successivo, segna così una delle tante tappe del lungo viaggio che porterà il fuoco a inaugurare i Giochi. L’episodio di Borgomanero, con un protagonista abituale degli stadi trapiantato per un giorno in un contesto diverso, ha offerto uno spaccato di come l’evento olimpico stia già mobilitando passioni e attenzioni lungo tutto il percorso italiano, coinvolgendo personaggi noti e cittadini comuni in un sentimento collettivo di attesa. Allegri, dopo aver consegnato la fiamma, è tornato ai suoi doveri tecnici, lasciando che la torcia continuasse il suo cammino verso Varese e oltre, accendendo di speranza e sportività ogni strada che attraversa.




