Emergenza educativa, il re è nudo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Le parole pronunciate da Tina Gesmundo, preside del liceo Salvemini di Bari, durante un Open Day, hanno fatto il giro del web, suscitando un acceso dibattito sull'emergenza educativa. La preside ha puntato il dito contro i genitori, accusandoli di essere egocentrici e di inoculare nei figli il mito del successo e del denaro. "Non sono qui per convincere a iscrivere i ragazzi al mio istituto, io non vendo detersivo", ha affermato la Gesmundo, sottolineando l'incapacità educativa delle famiglie e i comportamenti scorretti di alcuni studenti.

Durante l'evento, la preside ha descritto gli alunni del primo anno come "teppisti", capaci persino di fotografare le auto dei docenti, senza che i genitori ravvisino nulla di anomalo. Le sue parole sono state riprese dal giornalista Massimo Gramellini, che ha attribuito la colpa della crisi dei giovani ai genitori e non ai social. La Gesmundo ha dichiarato che da mesi non fa altro che risolvere problemi di genitori che non accettano nemmeno il 5 come voto per i propri figli.

Nonostante la durezza delle sue affermazioni, la preside ha precisato che il suo intervento era un'esortazione, spesso caricata e in certi casi falsata. "Io sono una che quando parla, da docente di greco, usa molto le iperboli, le metafore, l'ironia", ha spiegato. Tuttavia, il messaggio di fondo rimane chiaro: la necessità di una maggiore responsabilità educativa da parte delle famiglie e un ritorno a valori più solidi e meno superficiali.

L'intervento della Gesmundo ha acceso i riflettori su un problema che molti educatori sentono urgente: la delega educativa eccessiva da parte delle famiglie e la mancanza di disciplina tra gli studenti.

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