Emergenza educativa in Italia, si segua il modello finlandese
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Redazione Interno
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Il recente rapporto OCSE-Piaac sulle competenze degli adulti ha tracciato un quadro allarmante della situazione educativa italiana. Più del 35% degli adulti nel nostro Paese si colloca ai livelli più bassi di competenze di lettura e matematica, mostrando difficoltà persino nella comprensione di testi semplici o nell’esecuzione di calcoli basilari. Questo dato ci pone tra i peggiori in Europa, superati solo da nazioni come Polonia, Portogallo e Cile.
L'ignoranza di quelli che sanno tutto è un fenomeno preoccupante. C’è una parola che ci vergogniamo di pronunciare, sicuri che non ci appartenga più: ignoranza. Eppure, in settimana ci sono stati pericolosi avvertimenti di una generale decadenza: l’Oxford Dictionary ha scelto «brain rot» (marcescenza mentale) come parola dell’anno, il rapporto Censis avverte che troppi studenti arrivano al termine degli studi sapendo a mala pena leggere e far di conto e, infine, il rapporto Ocse certifica che in Italia un terzo degli adulti è analfabeta funzionale (sa leggere e scrivere ma non capisce un articolo di giornale).
In Italia, oltre un terzo degli adulti si trova in uno stato di analfabetismo funzionale e quasi la metà affronta gravi difficoltà nel risolvere i problemi. Secondo l'indagine Piacc dell'Ocse sulle competenze degli adulti, l'Italia si colloca tra gli ultimi posti tra i Paesi industrializzati, occupando l'ultimo posto tra i principali, con un aumento significativo delle persone che hanno difficoltà nella lettura e nella matematica.
Gli Italiani questa settimana hanno subito prima un gancio alla bocca dello stomaco e poi un colpo alla mascella, knock down alla prima ripresa: i più hanno scoperto cos’è l’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) e il CENSIS con il suo annuale rapporto, i risultati di questi due enti convergevano drammaticamente su un dato ovvero l’analfabetismo funzionale oramai diffuso.




