Un adulto su tre capisce solo testi brevi e sa fare pochi calcoli, preoccupano i dati italiani
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Redazione Interno
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In Italia, gli adulti di età compresa tra i 16 e i 65 anni mostrano competenze cognitive inferiori alla media dei Paesi Ocse, come evidenziato dall'Indagine sulle Competenze degli Adulti 2023 dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. I dati, che riguardano 160mila persone residenti in 31 Paesi, rivelano che gli adulti italiani hanno ottenuto, in media, 245 punti in literacy, 244 punti in numeracy e 231 punti in adaptive problem solving, risultati significativamente inferiori rispetto alla media degli altri Paesi.
Il rapporto Osce Piaac sottolinea che un adulto su tre in Italia è analfabeta funzionale, capace di comprendere solo testi brevi e di eseguire pochi calcoli. Questo triste primato evidenzia una realtà preoccupante: le competenze cognitive degli adulti italiani sono rimaste stabili o peggiorate tra il 2012 e il 2023, creando un divario significativo rispetto ai risultati medi dei Paesi Ocse. Spagna, Francia, Germania, tutto il Nord Europa e gli Stati Uniti mostrano performance migliori.
Le buone competenze di base, come leggere, scrivere e fare di conto, sono fondamentali per trovare lavoro, guadagnare meglio e integrarsi nella società. Tuttavia, gli adulti italiani continuano a mostrare difficoltà di apprendimento e una capacità di comprensione, elaborazione e utilizzo delle informazioni significativamente al di sotto degli standard internazionali. Il Programme for the International Assessment of Adult Competencies dell'Ocse colloca l'Italia agli ultimi posti tra i Paesi industrializzati e all'ultimo tra i grandi Paesi, dipingendo un quadro preoccupante che va ben oltre le semplici statistiche.
I dati presentati ieri, come parte dell'Indagine Piaac, sono avvilenti ma non inattesi, arrivando pochi giorni dopo il quadro impietoso fornito dal Censis nel suo Rapporto 2024.




