L'Italia degli analfabeti, 1 su 3 legge ma non capisce
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Redazione Interno
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In Italia, oltre un terzo degli adulti si trova in una condizione di analfabetismo funzionale, una situazione che implica la capacità di leggere senza comprendere appieno il significato dei testi. Questo dato emerge dalla seconda valutazione realizzata dall'OCSE, che evidenzia come le competenze alfabetiche e matematiche siano globalmente diminuite o stagnanti in gran parte dei Paesi membri. L'Italia, purtroppo, non fa eccezione e, anzi, mostra un calo più pronunciato tra gli adulti meno qualificati.
Il rapporto OCSE PIAAC rivela che le competenze cognitive degli adulti italiani sono rimaste stabili o peggiorate tra il 2012 e il 2023, mantenendo una notevole distanza dai risultati medi degli altri Paesi OCSE. In particolare, il 35% degli italiani tra i 16 e i 65 anni ottiene punteggi bassi in 'literacy', 'numeracy' e 'adaptive problem solving'. Questo scenario è aggravato dal fatto che le buone competenze di base, come leggere, scrivere e fare di conto, sono fondamentali per trovare lavoro, guadagnare meglio e integrarsi nella società.
La situazione italiana appare ancora più critica se confrontata con quella di altri Paesi europei come Spagna, Francia, Germania e le nazioni del Nord Europa, oltre agli Stati Uniti, dove le competenze di base sono generalmente migliori. Questo divario è particolarmente evidente tra gli adulti poco qualificati, che mostrano un calo più marcato nelle competenze cognitive.
Il quadro fornito dal rapporto OCSE è avvilente ma non inatteso, soprattutto alla luce dei recenti dati del Censis, che dipingono un quadro impietoso della situazione italiana.




