Italiani e competenze cognitive, un quadro preoccupante

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Gli italiani, secondo recenti studi, mostrano un livello di competenze cognitive preoccupante. Il Rapporto Censis e l'indagine sulle competenze degli adulti, realizzata nell'ambito del programma Ocse, hanno evidenziato che un italiano su tre comprende solo frasi brevi e semplici. Questo dato colloca l'Italia tra i Paesi con i punteggi più bassi nelle competenze cognitive, in particolare in literacy (alfabetizzazione funzionale), numeracy (abilità matematiche di base) e adaptive problem solving (risoluzione adattiva dei problemi).

In literacy, il 35% dei 16-65enni ottiene un punteggio pari o inferiore al livello 1, indicante la capacità di comprendere testi brevi ed elenchi organizzati, quando le informazioni sono chiaramente presentate. Questo dato è significativamente superiore alla media Ocse del 26%. Le competenze cognitive degli adulti italiani sono rimaste stabili negli ultimi dieci anni, ma continuano a essere lontane dai risultati medi Ocse.

La situazione è particolarmente grave nel Sud Italia, dove le competenze cognitive sono ancora più basse rispetto al Nord. Questo divario regionale contribuisce ulteriormente a una situazione già critica, con conseguenze evidenti sulla produttività del lavoro e sull'aumento della povertà conoscitiva ed economica.

Il quadro delineato dall'indagine Ocse, che ha analizzato la situazione in 31 Paesi tra il 2022 e il 2023, evidenzia la necessità urgente di ripartire dall'istruzione per sostenere la produttività. La professoressa Elsa Fornero, basandosi sugli ultimi dati Ocse, ha descritto l'Italia come un Paese in arretramento, in balia di social e populismi.

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