Hiv in Italia, un quadro preoccupante
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Redazione Salute
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Le infezioni da Hiv, riflesso di variabili sociali, politiche ed economiche, mostrano un andamento disomogeneo nei diversi paesi e, all'interno degli stessi, inversioni di rotta in trend consolidati. L'Italia rappresenta un esempio emblematico di questa complessità. I dati comunicati alla vigilia della Giornata Mondiale contro l'Aids certificano un aumento delle nuove infezioni per il 2023 rispetto agli anni precedenti, seguendo un trend iniziato nel 2021 dopo quasi un decennio di progressiva diminuzione, culminato in un minimo durante la pandemia.
Nell'Astigiano, i pazienti con infezione da Hiv in cura presso il reparto Malattie infettive del Cardinal Massaia sono 291, 21 in più rispetto al 2023, che già aveva segnato un significativo aumento rispetto al 2022, quando i pazienti seguiti dall'Asl erano 250. Questa crescita esponenziale rivela come, sulle malattie sessualmente trasmissibili, la prevenzione e la diagnosi precoce siano ancora sfide cruciali.
In Lombardia, la regione più popolosa d'Italia, si registrano 377 nuovi casi di Hiv all'anno. Nel 2023, in Italia, 2.349 persone hanno scoperto di aver contratto l'Hiv, con un'incidenza di 4,0 nuove diagnosi per 100mila residenti. Questo dato, fornito dall'Istituto Superiore di Sanità (ISS) con il contributo del Comitato Tecnico Sanitario del Ministero della Salute e della Direzione Generale della Prevenzione sanitaria, evidenzia un trend in crescita dopo il picco negativo del 2020, dovuto alla riduzione degli screening durante la pandemia.
Nel 41% dei casi, le diagnosi sono tardive, quando il quadro clinico è già conclamato, e si ipotizza un 40% di sommerso, ovvero persone infettate che non sanno di esserlo.




