Siracusa, la violenza dei minorenni e l’emergenza educativa: le parole di Gilistro e il caso dell’anziano vessato
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Redazione Interno
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Gli ultimi episodi di violenza giovanile che hanno scosso Siracusa, culminati nelle vessazioni ai danni di un anziano da parte di cinque diciassettenni, hanno riacceso il dibattito sull’assenza di strumenti educativi adeguati. «Quanto accaduto non è un fatto isolato, ma il segnale di una fragilità sociale sempre più marcata», ha dichiarato il deputato del M5S Gilistro, sottolineando come molti ragazzi crescano «senza riferimenti, in un contesto che ignora il loro percorso umano prima ancora che scolastico». Le sue parole risuonano con particolare forza alla luce della vicenda che ha visto un uomo vulnerabile trasformarsi nel bersaglio di soprusi ripetuti, mentre le istituzioni locali faticano a individuare risposte concrete.
I cinque minorenni, ora sottoposti a misure cautelari, avrebbero perseguitato l’anziano per mesi, arrivando a rasargli i capelli, distruggere i suoi oggetti con il fuoco e costringerlo a assumere droghe. Un accanimento che il sindaco Francesco Italia ha definito «brutale», esprimendo sdegno per un attacco «contro chi meritava protezione e rispetto». Le indagini, coordinate dalla polizia e dal tribunale per i minorenni di Catania, hanno portato alla luce dinamiche di gruppo in cui la violenza sembrava diventata un rituale, un modo per affermare un potere distorto su una vittima incapace di difendersi.




