Israele assedia Gaza city, decine di vittime tra le macerie
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Redazione Esteri
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Le forze israeliane intensificano l’offensiva su Gaza city, ormai ridotta a un cumulo di rovine, dove le bombe – sganciate da aerei o lanciate con l’artiglieria – continuano a colpire case, tende e persino una panetteria, uccidendo altre decine di persone. L’esercito israeliano, l’Idf, ha confermato di aver “eliminato” Abu Obeida, ritenuto uno dei portavoce di Hamas, sebbene il gruppo non abbia ancora ufficializzato la sua morte, come invece riportato da diverse fonti arabe. Migliaia di abitanti sono in fuga dalla città assediata, sebbene non esista un luogo sicuro in cui trovare rifugio; una situazione, questa, che la Croce Rossa ha definito “impossibile e folle”, denunciando l’impraticabilità di qualsiasi evacuazione organizzata.
Il conflitto, che prosegue ininterrotto per il 167esimo giorno dopo la fine unilaterale del cessate il fuoco da parte israeliana, registra un bilancio sempre più drammatico. Secondo quanto riportato da Gaza-InfoPal, un bambino gazawi viene ucciso ogni dieci minuti, mentre fonti sanitarie locali riferiscono di sette persone morte per fame soltanto nelle ultime ventiquattr’ore. I robot esplosivi, insieme ai raid aerei e ai bombardamenti di artiglieria, continuano a distruggere la Striscia, prendendo di mira anche i centri di distribuzione degli aiuti umanitari, dove soltanto ieri sono stati uccisi quindici palestinesi.
Nonostante gli ordini di evacuazione, soltanto ventimila persone sono finora riuscite a lasciare Gaza city, spinte dalla disperazione ma senza una meta precisa dove dirigersi; molti altri, privi di alternative percorribili, hanno deciso di rimanere nonostante tutto. L’offensiva israeliana, definita da alcune fonti “genocidio israelo-statunitense” e giunta al suo 695esimo giorno, gode – com’è noto – di un sostegno politico, economico e militare da parte degli Stati Uniti, ora di nuovo guidati dal presidente Donald Trump, nonché dell’Europa e di una parte del mondo arabo.




