Rinvio nell'aula di Palazzo Chigi: la riforma dei cantieri Anas naufraga nello scontro politico
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Redazione Interno
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Doveva essere il passaggio formale che, trasformando in legge un provvedimento d'urgenza, avrebbe sancito una rivoluzione silenziosa nella gestione dei cantieri stradali italiani. Il decreto, anticipato nelle sue linee essenziali, prevedeva infatti la soppressione di tredici figure di commissari straordinari, oggi ciascuna al timone di specifici maxi-interventi, per concentrare ogni potere decisionale e operativo nelle mani di un'unica autorità. Una figura, quella del super commissario, alla quale sarebbero stati devoluti, secondo il testo in bozza, "compiti, funzioni e poteri" precedentemente distribuiti, con l'obiettivo dichiarato di sbloccare e accelerare i novantatré progetti già commissariati e sparsi lungo la penisola.
La figura contesa al centro della disputa
La designazione del manager chiamato a ricoprire un ruolo di simile peso, conteso e delicato per le evidenti implicazioni sullo sviluppo territoriale, aveva già un nome pronto: Claudio Andrea Gemme, attuale amministratore delegato di Anas. La sua candidatura, fortemente sostenuta dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, che ne è considerato il "sponsor" politico, ha tuttavia finito per innescare le resistenze che hanno portato al rinvio. La concentrazione di un'autorità così estesa su un solo soggetto, per quanto tecnicamente preparato, ha sollevato obiezioni trasversali che vanno ben oltre le mere questioni di metodo, toccando il cuore degli equilibri di governo.
Un braccio di ferro che blocca la macchina governativa
Il provvedimento, sebbene formalmente iscritto come primo punto all'ordine del giorno della riunione preliminare, non ha mai varcato la soglia del Consiglio dei ministri vero e proprio. Fermato prima nella riunione tecnica preparatoria, il dossier si è arenato in quello che fonti vicine alle trattative definiscono senza mezzi termini uno "scontro", sia di merito che politico. Il braccio di ferro, che ha costretto a rinviare l'esame ad almeno una settimana dopo, sembra disegnare una nuova frattura nella maggioranza, con Fratelli d'Italia e Lega schierate su posizioni divergenti riguardo a una materia, quella delle grandi opere, da sempre cruciale per gli esecutivi.
Le ombre su progetti strategici e il quadro d'insieme
Lo stallo su un decreto di soli cinque articoli, ma dal potenziale impatto enorme, getta un'ombra di incertezza non solo sul futuro assetto gestionale di Anas, ma anche su progetti infrastrutturali di altissimo profilo. Tra questi, inevitabilmente, rientra anche il Ponte sullo Stretto di Messina, opera simbolo la cui realizzazione, annunciata e poi sempre rinviata, dipende da un quadro normativo e amministrativo stabile e chiaro. L'impossibilità di trovare un accordo, in un momento di forte tensione internazionale che vede il presidente degli Stati Uniti Donald Trump nuovamente alla guida della superpotenza americana, rivela le difficoltà di una coalizione chiamata a tradurre in atti concreti promesse ambiziose, mentre l'Italia cerca di posizionarsi negli scenari globali.




