La nuova Ferrari Amalfi Spider, l’unica con il tetto in tela e il motore V8 puro
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Redazione Scienza e Tecnologia
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A Maranello hanno svelato l’ultima nata della gamma, la Ferrari Amalfi Spider, una vettura che si presenta come la versione scoperta della granturismo V8 lanciata lo scorso anno e che, tra le peculiarità che la distinguono, vanta il fatto di essere l’unica Rossa ad abbinare il celebre motore V8 biturbo, nella sua forma più autentica e priva di qualsiasi forma di elettrificazione, a un raffinato tetto in tela, una soluzione tecnica che, sebbene classica, è stata rielaborata con criteri di assoluta modernità. L’obiettivo dichiarato dai tecnici, come ha raccontato Gianmaria Fulgenzi, responsabile dello sviluppo tecnico delle vetture stradali del Cavallino, era quello di preservare le proporzioni e la silhouette filante della coupé anche in configurazione open-air, evitando quei compromessi estetici che talvolta penalizzano le trasformazioni di questo genere. Il risultato è una spider che, con la capote chiusa, mantiene un profilo pulito e minimalista, grazie anche all’ingombro ridotto del tetto ripiegato, che misura appena 220 millimetri di spessore e consente di non sacrificare eccessivamente la capacità del bagagliaio, ferma a 255 litri quando si viaggia con il tetto chiuso e a 172 litri con la tela abbassata.
Il meccanismo della capote, disponibile in sei diverse varianti cromatiche tra tessuti sartoriali e tecnici – tra cui spicca il nuovo Tecnico Ottanio dall’effetto cangiante –, si aziona in soli 13,5 secondi e può essere comandato in movimento fino a una velocità di 60 chilometri orari, un dettaglio non da poco per chi desidera godere all’istante della brezza marina senza dover accostare. A garantire il comfort acustico, nonostante la natura in tessuto, ci pensa una stratificazione a cinque strati che, a detta del costruttore, isola l’abitacolo in modo paragonabile a quello di un tetto rigido retrattile. L’aerodinamica, poi, è affidata a un sistema attivo con uno spoiler posteriore integrato capace di assumere tre diverse configurazioni – Low Drag, Medium Downforce e High Downforce – per ottimizzare carico e resistenza a seconda delle necessità di guida, generando fino a 110 chilogrammi di carico a 250 orari.
Sotto il lungo cofano pulsa il motore V8 biturbo da 3.855 centimetri cubi della famiglia F154, lo stesso che equipaggia la versione chiusa, capace di erogare 640 cavalli a 7.500 giri al minuto e una coppia massima di 760 Nm, disponibile già a 3.000 giri. La potenza, inviata alle ruote posteriori tramite un cambio a doppia frizione a otto rapporti – lo stesso debuttato sulla SF90 Stradale –, scaglia la vettura da 0 a 100 chilometri orari in 3,3 secondi, mentre per raggiungere i 200 orari ne servono 9,4, un incremento di appena quattro decimi rispetto alla coupé dovuto al lieve aumento di peso, quantificato in 86 chili in più per via del meccanismo della capote e dei necessari rinforzi strutturali. La velocità massima, in ogni caso, tocca quota 320 chilometri orari, a dimostrazione di come l’assenza del tetto non abbia inficiato le prestazioni assolute.
L’abitacolo, tra doppio cockpit e ritorno ai comandi fisici
All’interno, la Amalfi Spider ripropone l’architettura a doppio cockpit già apprezzata sulla berlinetta, con una netta separazione visiva e funzionale tra l’area riservata al guidatore e quella dedicata al passeggero, una soluzione che sottolinea la vocazione sportiva dell’ambiente. Tra le novità più significative, spicca il ritorno ai tasti fisici sul volante per le funzioni principali, una scelta che riporta al centro dell’attenzione l’iconico pulsante di accensione, elemento identitario della casa che nelle ultime generazioni era stato ridisegnato o riposizionato, e che qui riacquista la sua centralità tattile. Il sistema di infotainment si articola su tre schermi: un display digitale da 15,6 pollici per la strumentazione, un touchscreen centrale da 10,25 pollici per l’intrattenimento e un optional schermo da 8,8 pollici lato passeggero, il tutto integrato in una plancia dal disegno monolitico che inra anche le bocchette di aerazione.
La configurazione 2+ e il wind deflector per il comfort a cielo aperto
Nonostante la vocazione sportiva, gli ingegneri hanno pensato anche alla versatilità d’uso, proponendo una configurazione 2+ che, seppur con i due posti posteriori non certo adatti a passeggeri adulti per lunghe tratte, consente di trasportare bambini o di aumentare lo spazio a disposizione per i bagagli, rendendo la granturismo più fruibile anche nel quotidiano. Per migliorare l’esperienza di guida a tetto aperto, poi, è stato integrato un wind deflector nello schienale della panchetta posteriore: un semplice tocco sul tasto lo attiva, creando una barriera aerodinamica che riduce sensibilmente le turbolenze e i fruscii nell’abitacolo, permettendo di conversare o ascoltare la musica senza eccessivi disturbi. L’impianto frenante, di tipo brake-by-wire con ABS Evo, promette una modulabilità e una precisione ai massimi livelli, adattandosi a ogni tipo di fondo e contribuendo alla sicurezza attiva della vettura.
La tecnica al servizio del piacere di guida
La Ferrari Amalfi Spider, che condivide con la coupé l’intera piattaforma e le soluzioni tecniche più avanzate, dall’ala mobile ai controlli elettronici di ultima generazione, rappresenta un’interpretazione matura e sofisticata del concetto di spider gran turismo. I 640 cavalli del V8 biturbo, liberi di esprimersi senza il filtro del tetto, offrono un’esperienza sonora e sensoriale che pochi altri modelli oggi sanno regalare, in un panorama automobilistico sempre più orientato all’elettrificazione. La casa di Maranello, con questo modello, riafferma la validità del motore termico nella sua espressione più pura, abbinandolo a un design che gioca sulla pulizia delle linee e sull’eleganza sartoriale dei dettagli, come dimostrano le possibilità di personalizzazione della capote e gli inserti in fibra di carbonio. Il prezzo di partenza, secondo le prime indiscrezioni, dovrebbe attestarsi intorno ai 270.000 euro, posizionando la vettura come la proposta d’accesso alla gamma del Cavallino per chi cerca il brivido della guida a cielo aperto senza rinunciare al fascino senza tempo del V8.




