Bruxelles introduce una tassa da due euro sui pacchi extra-Ue: colpite soprattutto le piattaforme cinesi

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Una tassa fissa di due euro per ogni pacco proveniente da paesi extraeuropei, destinata a gravare soprattutto sulle spedizioni low cost di colossi come Temu e Shein. La misura, annunciata dal commissario al Commercio Maros Sefcovic, mira a coprire i costi dei controlli doganali aggiuntivi resi necessari dall’enorme volume di merci che ogni anno entrano nell’Unione. Si parla di 4,6 miliardi di articoli importati direttamente a domicilio, un flusso che ha messo sotto pressione le autorità fiscali degli Stati membri.

La proposta arriva in un momento in cui Bruxelles sta cercando nuove fonti di finanziamento, anche per far fronte al debito comune di 350 miliardi accumulato durante la pandemia. Non è un caso che, parallelamente, la Commissione stia tornando a discutere della web tax, un altro strumento per recuperare risorse. Ma è la tassa sui pacchi a rappresentare la novità più immediata, con un impatto diretto sul commercio online.

L’obiettivo dichiarato è ridurre il vantaggio competitivo di cui godono i rivenditori cinesi, spesso accusati di eludere le normative europee grazie a prezzi stracciati e a un sistema di spedizioni frammentato. La nuova tariffa, però, potrebbe finire per pesare anche sui consumatori, abituati a ordini a basso costo con consegne incluse. Resta da vedere se l’effetto sarà quello di riequilibrare il mercato o semplicemente di spostare parte dei costi su chi acquista.

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