Mezzolombardo, il racconto del 19enne che ha ucciso il padre per difendere la madre
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Redazione Interno
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Bojan Panic, il diciannovenne che ha ucciso il padre per proteggere la madre da un’ennesima aggressione, è stato interrogato nella caserma dei carabinieri di via Barbacovi a Trento poche ore dopo il fatto. Sotto shock ma lucido, ha collaborato con il pubblico ministero Foiera, rispondendo in modo spontaneo e dettagliato in un clima che le fonti giudiziarie hanno definito "tranquillizzante". L’avvocata d’ufficio Veronica Manca, presente all’interrogatorio, ha sottolineato la disponibilità del ragazzo nel ricostruire una storia segnata da violenze domestiche, minacce e alcol.
I vicini, ancora scossi, hanno raccontato di aver inizialmente scambiato i rumori per una festa, prima che il silenzio calasse improvviso. «Il cane abbaiava, poi più nulla», ha detto uno di loro. Il sindaco Michele Dalfovo, intervenuto sul posto, ha parlato di una «disgrazia assoluta», ammettendo che, nonostante gli sforzi per prevenire simili tragedie, «qualcosa purtroppo sfugge». La famiglia, poco conosciuta nel paese, era invischiata in dinamiche che lo psichiatra Paolo Crepet ha commentato con amarezza: «Un padre e una madre che ascoltano Mozart non finiranno uccisi. Vivere in una famiglia dove le botte sono grammatica quotidiana porta a riprodurla».




