Giro del Delfinato 2025, la tappa regina mette alla prova i favoriti: Pogacar domina, ma Valmeinier è un’altra storia

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non c’è stato bisogno di attendere a lungo per vedere Tadej Pogacar scatenare l’inferno. Dopo una cronometro deludente, che aveva lasciato spazio a dubbi – rari, per lui – sulla sua condizione, lo sloveno ha risposto con i fatti nella sesta tappa, quella che ha aperto le danze in alta quota. A Combloux, dove il percorso ha proposto due salite non eccessivamente dure ma sufficienti a scremare il gruppo, il campione del mondo ha staccato senza appello Jonas Vingegaard e Remco Evenepoel, riconquistando così la maglia gialla che ora indossa con un vantaggio di 43 secondi sul danese e oltre un minuto sul belga.

Quella di oggi, però, è un’altra storia. La settima frazione, che da Grand-Aigueblanche conduce a Valmeinier 1800, è la tappa regina di questa edizione: solo 131,6 chilometri, ma con un dislivello di 4700 metri e tre Gran Premi della Montagna Hors Catégorie. Un percorso che, seppur breve, è studiato per logorare le gambe anche dei più forti. E mentre Pogacar ha già dimostrato di essere in forma smagliante, resta da vedere come reagiranno gli altri big, a cominciare da Vingegaard, il cui passo in salita è stato finora meno brillante del solito, e da Evenepoel, il cui rendimento in montagna continua a sollevare perplessità.

C’è chi, come il tedesco Florian Lipowitz, ha approfittato delle difficoltà altrui per inserirsi nella lotta al podio, trovandosi ora terzo in classifica. Ma il vero duello, quello che anticipa il Tour de France, rimane tra Pogacar e Vingegaard. «Le gambe girano bene», ha commentato lo sloveno dopo il successo di ieri, senza nascondere un velo di soddisfazione. Quello che non ha detto, ma che tutti sanno, è che Valmeinier potrebbe riservare sorprese: le pendenze severe e la quota elevata sono variabili imprevedibili, soprattutto per chi ha già dato tutto nelle ore precedenti.

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