L’Aeronautica Militare dirama l’allerta: quattordici regioni tra neve e burrasca per l’intera giornata di venerdì

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La tregua, a dire il vero piuttosto breve e durata non più di un paio di giorni, è già stata archiviata: l’Italia si trova nuovamente alle prese con una perturbazione atlantica di una certa intensità, quella stessa che, collegata a un minimo depressionario in approfondimento sul Mar Ligure, si sta rapidamente spostando verso levante. Il Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare, con un avviso diramato alle 13 di oggi, giovedì 19 febbraio 2026, ha pertanto messo in guardia da quella che viene definita una fase di “fenomeni intensi” destinata a prolungarsi per tutto venerdì 20 febbraio. Le regioni coinvolte, secondo l’analisi degli esperti, sarebbero addirittura quattordici, interessate da un mix di nevicate, talvolta abbondanti, e da venti di burrasca capaci di sollevare mareggiate pericolose lungo le coste.

Il fronte freddo si sposta, l'Appennino imbianca e il vento flagella le coste

Nel dettaglio del bollettino, l’attenzione si concentra sulle nevicate che, se al Nord-Ovest hanno già imbiancato città come Torino, Cuneo e Sondrio, ora si apprestano a colpire il versante Nord-Est e gran parte del Centro. I modelli previsionali indicano accumuli significativi, stimati fino a trenta centimetri in alcune aree, con i fiocchi che scenderanno a quote molto basse, imbiancando non solo i fondovalle ma, localmente, anche i centri urbani -5. Sui settori alpini e prealpini del Triveneto, e in seguito lungo la dorsale appenninica centrale, la coltre bianca si farà via via più consistente, mentre la perturbazione scaricherà la sua potenza residua. Parallelamente, un deciso rinforzo dei venti, dai quadranti occidentali, investirà l'Appennino emiliano-romagnolo, marchigiano, abruzzese e molisano, ma anche le coste tirreniche di Toscana, Lazio, Campania, Basilicata e Calabria, dove il mare agitato rappresenterà una seria minaccia -4. Non sarà risparmiata la Sardegna, per la quale è previsto un maestrale con raffiche da burrasca forte o addirittura da tempesta, con la conseguente formazione di imponenti mareggiate -1.

La dinamica della perturbazione e le aree a rischio fino a venerdì mattina

L’evoluzione del fronte, come spiegano i meteorologi, è piuttosto rapida, ma non per questo meno insidiosa. Dopo aver interessato il Nord-Ovest già nelle ore precedenti, la coda del sistema perturbato si sposta ora verso est e sud, determinando condizioni di maltempo diffuso. In particolare, per la giornata di venerdì, l’attenzione si sposta sulle regioni centro-meridionali, dove si concentreranno le precipitazioni più intense, sebbene in progressiva attenuazione nel corso della giornata -8. Il quadro che ne emerge, e che emerge dall’analisi incrociata dei dati diffusi dall’Aeronautica e dalla Protezione Civile, è quello di un Paese spaccato in due, con vento e neve che si alterneranno a seconda delle latitudini. La quota neve, inizialmente bassissima al Nord, tenderà ad innalzarsi leggermente lungo l’Appennino, attestandosi mediamente attorno ai mille metri, sebbene non si escludano sconfinamenti a quote inferiori in caso di rovesci più intensi -9.

Il quadro previsionale per il pomeriggio e l'arrivo dell'alta pressione

Già dal pomeriggio di venerdì, tuttavia, si dovrebbe assistere a un primo miglioramento, con l’allontanamento del nucleo perturbato verso i Balcani e la conseguente ritirata dei fenomeni. Le piogge e le nevicate, che al mattino impegneranno ancora i settori adriatici e il Sud, lasceranno spazio a un progressivo esaurimento, con l’apertura di ampie schiarite a partire dal Nord-Ovest e dalle regioni tirreniche -3. Nonostante questo alleggerimento, l’allerta rimane alta per tutto l’arco della giornata a causa dei venti sostenuti, che continueranno a spirare forti soprattutto sui bacini occidentali e lungo la dorsale appenninica, mantenendo attivo il rischio di mareggiate. Le temperature, dopo il lieve calo registrato con l’arrivo del fronte, tenderanno a risalire rapidamente, in particolare al Nord, spianando la strada a un fine settimana che si preannuncia decisamente più stabile e soleggiato, con valori massimi che su aree come il Lodigiano e il Sudmilano potrebbero addirittura sfiorare i diciassette gradi, a testimonianza della natura transitoria di quest'ultima ondata di maltempo -5.

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