Rottamazione quinquies, il primo miliardo di incassi e il nodo della tenuta nel lungo periodo

Rottamazione quinquies, il primo miliardo di incassi e il nodo della tenuta nel lungo periodo
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
INTERNO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Interno Redazione Interno   -   A poco più di due mesi dall'avvio dei pagamenti, la rottamazione quinquies ha portato nelle casse dello Stato circa un miliardo di euro. A fornire il dato è stato il viceministro all'Economia e alle Finanze Maurizio Leo, intervenuto il 10 ottobre al programma Rai Parlamento Settegiorni, secondo cui la misura ha già superato le attese iniziali: la relazione tecnica che accompagnava il provvedimento stimava un recupero di 500 milioni, mentre l'incasso ha toccato quota un miliardo, con una previsione di crescita fino a 1,2 miliardi.

Le scadenze e i numeri della nuova pace fiscale

La rottamazione quinquies, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, consente di definire i carichi affidati all'Agenzia delle Entrate-Riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023, eliminando sanzioni, interessi di mora e aggi di riscossione. Il pagamento può avvenire in un'unica soluzione oppure in un massimo di 54 rate bimestrali distribuite su nove anni, con interessi del 3 per cento annuo a partire dal 1° agosto 2026.

La prima rata è scaduta il 31 luglio, seguita dagli appuntamenti del 30 settembre e del 30 novembre; dal 2027 il calendario prevede scadenze il 31 gennaio, 31 marzo e 31 maggio di ogni anno.

L'incognita del tasso di abbandono

Il vero banco di prova della misura si giocherà sulla distanza. Leo ha sottolineato come le rottamazioni precedenti abbiano registrato tassi di abbandono intorno al 50 per cento, mentre il meccanismo della quinquies dovrebbe contenere le defezioni entro il 20 per cento. La differenza rispetto al passato risiede in alcune innovazioni: la rateizzazione più lunga e la decadenza che scatta solo dopo due mancati pagamenti, anche non consecutivi, invece che dopo il primo.

Resta il fatto che i dati storici della rottamazione quater raccontano una parabola discendente negli incassi: dai 6,8 miliardi del 2023 si è passati ai 5,4 miliardi del 2024 e ai 4,5 miliardi del 2025.

L'estensione ai tributi locali

Nel frattempo, la misura si allarga agli enti territoriali. Grazie all'articolo 10-quinquies del decreto-legge n. 38 del 2026, regioni, comuni, città metropolitane e province che hanno deliberato l'adesione possono applicare la definizione agevolata alle proprie entrate, comprese IMU, TARI, tasse automobilistiche e sanzioni stradali.

Le domande per i carichi locali si presentano esclusivamente online attraverso i canali dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026; il pagamento potrà avvenire in un'unica soluzione entro il 31 marzo 2027 oppure con lo stesso piano di 54 rate bimestrali previsto per i carichi statali.

La mappa delle adesioni

L'Agenzia delle Entrate-Riscossione ha pubblicato l'elenco degli enti che hanno scelto di applicare la rottamazione alle proprie entrate. Tra questi figurano sei città metropolitane, tra cui Roma Capitale, Torino, Genova, Bari, Catania e Venezia, insieme a numerosi capoluoghi di provincia. In Campania hanno aderito la Regione, i comuni di Avellino e Benevento e diverse amministrazioni locali, mentre in Puglia la misura è stata recepita con una legge regionale per la tassa automobilistica.

La geografia delle adesioni resta comunque frammentata: in provincia di Avellino ha aderito il 16,95 per cento dei comuni, in quella di Benevento il 25,64 per cento.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.