Ponte sullo Stretto, Salvini rilancia ma Renzo Piano frena: "Utopia ingegneristica e azzardo paesaggistico"
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Redazione Interno
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Il Ponte sullo Stretto di Messina torna al centro del dibattito tra l'ottimismo del governo per l'avanzamento dell'iter e i dubbi sollevati dall'architetto Renzo Piano sull'attuale configurazione del progetto. Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha confermato la volontà dell'esecutivo di aprire i cantieri nel 2026, definendo l'iter "in fase molto avanzata" nel corso di un intervento a InnoTrans, a Berlino.
Il vicepremier ha ricordato che il passaggio finale spetterà alla Corte dei Conti, organismo indipendente, e che al momento non è ancora stata fissata una data per la prossima riunione del Cipess, chiamato a predisporre una nuova delibera dopo i rilievi formulati dalla magistratura contabile.
La posizione di Renzo Piano
L'architetto e senatore a vita Renzo Piano ha espresso le sue perplessità sull'attuale progetto a campata unica, che con i suoi oltre 3,3 chilometri diventerebbe la più lunga al mondo. In un'intervista al Corriere della Sera, Piano ha definito il progetto "un'utopia ingegneristica e un azzardo paesaggistico", sottolineando la necessità di "valutare un rapporto diverso tra infrastruttura e territorio".
L'architetto genovese non è contrario a priori al collegamento stabile tra Sicilia e Calabria, ma critica l'approccio orientato alla ricerca del "record mondiale", suggerendo invece di esplorare "soluzioni maggiormente integrate con il paesaggio dello Stretto". In un'intervista precedente a la Repubblica, Piano aveva già espresso "diversi dubbi" sul disegno tecnico del ponte, spiegando che "la campata deve essere più corta di quella ipotizzata oggi" e che la sfida non dovrebbe essere costruire il ponte più lungo del mondo per il gusto del primato.
La soluzione alternativa: appoggiarsi al mare
La proposta di Piano si concentra su una soluzione tecnica diversa: "meglio appoggiarsi al mare", con due piloni in acqua in prossimità delle coste, dove i fondali sono meno profondi, invece di affidarsi a un'unica campata sospesa tra le due sponde. Secondo l'architetto, questa soluzione ridurrebbe la campata principale di circa un chilometro. "Un chilometro su tre: non è poco", osserva Piano. L'idea non costituisce un progetto alternativo già sviluppato, ma una riflessione sul principio strutturale che sta alla base della soluzione scelta.
L'architetto ha anche precisato di non aver mai ricevuto ufficialmente l'incarico di progettare un'alternativa al ponte attuale: "Mai ufficialmente. Mi è stato chiesto cosa ne pensassi".
Il nodo delle prescrizioni e il parere del Consiglio Superiore
Il parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici del 6 agosto scorso sul progetto definitivo del Ponte sullo Stretto evidenzia un quadro di rilevanti criticità tecniche e progettuali. Il documento, articolato in 353 pagine, contiene 361 prescrizioni espressamente definite "vincolanti", delle quali 166 richiedono nuove indagini, studi e verifiche.
È quanto emerso dalla conferenza stampa dell'associazione "Invece del Ponte" a Messina, durante la quale il professore Mario De Miranda ha ribadito che tali prescrizioni riguardano aspetti fondamentali dell'opera: le indagini geologiche e sismiche e la presenza di faglie attive; la rivalutazione delle azioni sismiche e della sicurezza di fondazioni e ancoraggi; la stabilità aerodinamica di torri, impalcato e cavi; le caratteristiche degli acciai; i carichi e le temperature di progetto; la sicurezza della circolazione ferroviaria e stradale in condizioni di vento e deformazione e le condizioni Della navigazione sotto il ponte. Secondo De Miranda, il quadro delineato richiede ulteriori verifiche prima di poter considerare definitivamente accertate la fattibilità e la configurazione dell'opera, e gli approfondimenti richiesti potrebbero determinare modifiche progettuali sostanziali, nuovi dimensionamenti e conseguenti notevoli variazioni dei costi. L'associazione ha annunciato la presentazione di una diffida al Cipess prima della bollinatura dell'opera, chiedendo la risoluzione puntuale di tutti i rilievi emersi.
Il cronoprogramma e le assunzioni di Webuild
Il cronoprogramma della realizzazione del ponte prevede l'apertura al traffico nel 2034, dopo 7,5 anni di lavori. Ottenuto il visto di legittimità, la delibera Cipess diventerà efficace e ciò consentirà entro la fine dell'anno l'avvio della fase realizzativa con la progettazione esecutiva e l'inizio del Programma delle Opere anticipate. Nel frattempo, Webuild ha pubblicato sul proprio sito una ventina di annunci collegati alla realizzazione dell'infrastruttura tra Sicilia e Calabria.
Le figure ricercate spaziano dai profili operativi junior ai ruoli manageriali e direttivi, con retribuzioni lorde annue che partono da una fascia di 35.000-44.000 euro per le mansioni analitiche, fino a raggiungere i 75.000-100.000 euro per le posizioni ingegneristiche più complesse e di alta responsabilità.
Il luogo di lavoro non è circoscritto alla sola città di Messina: molte delle risorse saranno dislocate anche presso i cantieri di Reggio Calabria, mentre per i ruoli amministrativi, finanziari e di coordinamento è previsto un inserimento iniziale presso la sede di Roma, con successivo trasferimento stabile nei siti di progetto.
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