Frecciarossa in Germania, al via i test sui binari tra Monaco e le città italiane
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Redazione Esteri
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Il Frecciarossa si appresta a varcare le Alpi, e non è un'iperbole ferroviaria. Trenitalia, in collaborazione con Deutsche Bahn e le ferrovie austriache ÖBB, ha ufficialmente avviato le prime corse di prova in territorio tedesco e austriaco, un passaggio tecnico obbligato per ottenere l'omologazione dei convogli sui nuovi tracciati. Questi test rappresentano il preludio operativo al debutto dei collegamenti internazionali, atteso per l'estate del 2027, quando i primi treni rossi del gruppo Ferrovie dello Stato dovrebbero collegare stabilmente Milano e Roma con Monaco di Baviera.
I test di omologazione e la rete europea
Le corse prova, già in corso tra Germania e Austria, non sono un semplice giro di rodaggio ma una fase essenziale per verificare la compatibilità dei sistemi di segnalamento, alimentazione e sicurezza dei Frecciarossa con le infrastrutture ferroviarie locali. L'obiettivo è ottenere il via libera definitivo dagli enti regolatori transalpini, un iter che per i rotabili ad alta velocità richiede mesi di verifiche sul campo.
Dopo l'espansione in Francia e Spagna, dove i convogli italiani hanno già dimostrato di sapersi adattare a standard tecnici differenti, la sfida ora si sposta nel cuore dell'Europa, con la prospettiva – già annunciata da Trenitalia – di estendere il servizio fino al Regno Unito entro il 2029, passando sotto la Manica. L'operazione si inserisce nel più ampio disegno della "Metropolitana d'Europa", la strategia di internazionalizzazione delle Ferrovie dello Stato che punta a trasformare i binari continentali in un'unica rete interconnessa.
Milano e Roma verso la Baviera
Secondo le previsioni al momento comunicate, i primi collegamenti diretti interesseranno due assi principali: da un lato Milano-Monaco, dall'altro Roma-Monaco, quest'ultima con un percorso che attraverserà buona parte della penisola prima di superare il Brennero. L'avvio commerciale è fissato per l'estate 2027, ma il dibattito sulla reale natura di questi servizi è già acceso. Va ricordato che il tragitto Milano-Monaco copre una distanza di circa 577 chilometri; il tempo di percorrenza stimato, in assenza di interventi strutturali sulla linea del Brennero, si aggirerebbe sulle sei ore e mezza.
Un dato che, per molti osservatori, pone un interrogativo sostanziale sulla definizione stessa di "alta velocità", dal momento che la media oraria si collocherebbe ben al di sotto degli standard internazionali ai quali il nome Frecciarossa ha da sempre abituato la clientela.
Il nodo dell'infrastruttura e le ambizioni di Trenitalia
Il punto critico, come spesso accade quando si valicano i confini nazionali, non è tanto il treno quanto i binari che lo sostengono. La linea del Brennero, pur essendo un corridoio strategico per i traffici nord-sud, presenta tratti con velocità massime limitate e un'infrastruttura che solo in parte è stata adeguata agli standard dell'alta velocità. Il Frecciarossa, progettato per sfiorare i 300 km/h sulle tratte dedicate, si troverebbe così a viaggiare a velocità sensibilmente ridotte per buona parte del tragitto, con inevitabili ripercussioni sul tempo complessivo di percorrenza.
Nonostante ciò, l'operazione resta un passaggio epocale per Trenitalia, che mira a consolidare la propria presenza sui mercati esteri dopo le esperienze iberiche e francesi. La scelta di Monaco non è casuale: la capitale bavarese rappresenta un crocevia economico e culturale di prim'ordine, oltre a essere uno snodo ferroviario fondamentale per i collegamenti verso l'Europa settentrionale.
La partenza dei test rappresenta dunque un segnale concreto, che trasforma l'annuncio in un cantiere aperto, in attesa che i numeri e i cronometri dicano la loro sulla reale competitività di questa nuova frontiera su rotaia.
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