Israele colpisce ancora l'Iran occidentale, mentre a Ginevra si aprono spiragli con l'Ue

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre Donald Trump riunisce il Consiglio per la sicurezza nazionale nello Studio Ovale, mantenendo una posizione di attesa ma non per questo meno incisiva, la diplomazia europea tenta di mediare con Teheran a Ginevra, in un contesto in cui il confronto tra Israele e Iran si riaccende anche all’Onu. L’iniziativa dell’Ue, seppur coordinata con Washington, sembra destinata a scontrarsi con lo scetticismo della Casa Bianca, che già dopo il primo round di colloqui in Svizzera ha lasciato intendere di non credere a una soluzione negoziata.

A Ginevra, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha incontrato i rappresentanti di Francia, Germania e Regno Unito, insieme all’alto rappresentante Ue Kaja Kallas, in un dialogo che Teheran definisce "aperto", ma che non nasconde le tensioni di fondo. La mancata stretta di mano tra Araghchi e Kallas – sostituita da un gesto formale, con la mano al petto – riflette le rigidità culturali e politiche che ancora separano le parti. Un dettaglio non marginale, se si considera che, secondo un’interpretazione rigorista del Corano, il contatto fisico tra uomini e donne estranei è vietato.

Intanto, il conflitto in Medioriente entra nel suo 624° giorno, con Israele che intensifica gli attacchi nell’Iran occidentale e Trump che, pur senza intervenire direttamente, lascia filtrare un sostegno implicito a Tel Aviv. "Difficile chiedere a Israele di fermarsi mentre vince", ha dichiarato il presidente americano, in una presa di posizione che rischia di indebolire gli sforzi europei.

L’Ue, dal canto suo, agisce ormai in una posizione subalterna rispetto a Washington, come dimostrano anche le dinamiche in Ucraina, dove le potenze continentali faticano a imporsi come attori autonomi. I Paesi in conflitto accettano di dialogare con Bruxelles soprattutto nella speranza che questa faccia da tramite verso gli Stati Uniti, confermando una dipendenza strategica che limita il margine di manovra europeo.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.