Israele colpisce ancora l'Iran occidentale, mentre a Ginevra si cercano spiragli con l’Ue

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Donald Trump ha riconvocato il Consiglio per la sicurezza nazionale nello Studio Ovale, in una giornata in cui la diplomazia europea tenta di mediare con Teheran a Ginevra, mentre all’Onu prosegue il confronto tra Israele e Iran. L’iniziativa dell’Ue, per quanto coordinata con Washington, sembra già vacillare dopo le prime dichiarazioni del presidente americano, che ha sottolineato quanto sia «difficile» affidarsi agli alleati europei per risolvere la crisi.

A Ginevra, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha incontrato i rappresentanti di Francia, Germania, Gran Bretagna e l’Alto rappresentante Ue Kaja Kallas, ma i negoziati non hanno prodotto svolte significative. Jean-Noël Barrot, capo della diplomazia francese, ha ammesso con cautela che «attendiamo l’apertura al dialogo», pur riconoscendo che lo spazio di manovra è ridotto. Le parole, tuttavia, non bastano a nascondere la realtà: l’Europa, ormai percepita come attore secondario, viene coinvolta soprattutto nella speranza che possa influenzare la Casa Bianca.

Intanto, la situazione sul campo rimane incandescente. Israele ha intensificato gli attacchi nell’Iran occidentale, mentre Teheran continua a rispondere con lanci di missili verso il territorio israeliano. La minaccia di un’escalation regionale è concreta, e il tempo a disposizione per evitarla si sta esaurendo. Trump, dal canto suo, sembra sempre più orientato a una strategia di pressione massima, convinto che solo colpendo duramente le infrastrutture nucleari iraniane si possa costringere Ali Khamenei a cedere.

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