Ferrari, quarto podio consecutivo sfumato al Madring: Hamilton si ritira, Leclerc chiude quarto
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Redazione Sport
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La Ferrari lascia Madrid con un pugno di mosche e la consapevolezza che il divario dalla vetta, in classifica piloti, è ormai un macigno difficile da spostare. Lewis Hamilton ha registrato il primo zero stagionale, costretto al ritiro per un problema ai freni dopo appena sei giri, mentre Charles Leclerc ha chiuso al quarto posto una gara che lo aveva visto a lungo leader, salvo poi arrendersi quando la sperata neutralizzazione non è arrivata.
Il ritiro di Hamilton e la strategia a due velocità
Il fine settimana spagnolo aveva già mostrato una SF-26 gentile con le gomme ma poco incisiva sul giro secco, un limite che in qualifica aveva costretto i due alfieri del Cavallino a partire dalle retrovie dello schieramento dei big. La scelta di dividere le strategie al via, soft per Hamilton e hard per Leclerc, doveva compensare la mancanza di prestazione pura, ma il guasto ai freni sulla vettura del britannico ha mandato in fumo ogni piano.
La lunga attesa di Leclerc e la scommessa non ripagata
Rimasto solo al comando della corsa dopo la Virtual Safety Car causata dall'incidente di Stroll, il monegasco ha provato a giocare d'azzardo, rimandando la sosta obbligatoria nella speranza di un'ulteriore neutralizzazione che non si è mai materializzata. Ha provato a resistere con gomme dure ormai esauste, ma al giro 48 è dovuto rientrare ai box, riemergendo quarto e vedendo sfumare quel podio che sembrava alla portata.
I numeri di una stagione in salita
La classifica piloti parla chiaro: Hamilton, con 191 punti, è scivolato a 101 lunghezze dalla vetta occupata da Kimi Antonelli, mentre Leclerc, fermo a 167, vede avvicinarsi pericolosamente Max Verstappen. In campionato costruttori la McLaren, con 306 punti, ha ormai quasi ipotecato il secondo posto alle spalle della Mercedes, lasciando alla Rossa un margine di reazione sempre più esiguo.
Le parole di Vasseur e lo stato dell'arte
«Abbiamo pagato a caro prezzo le incertezze in qualifica e una scommessa al muretto che non ha trovato il jolly», ha ammesso Frédéric Vasseur ai microfoni al termine della corsa. Il team principal non ha cercato alibi, sottolineando come la SF-26 abbia mostrato un passo gara incoraggiante con Leclerc, ma sia ancora troppo fragile in termini di affidabilità e troppo lenta sul giro singolo per competere stabilmente per le posizioni che contano.
Il quadro tecnico della SF-26
La monoposto di Maranello continua a mostrare un'anima duale: efficace nel gestire il degrado delle coperture, soprattutto con la mescola più dura, ma incapace di esprimere quel guizzo che serve per mettere insieme il giro perfetto in qualifica. Il disallineamento tra il potenziale mostrato in alcune fasi della gara e il risultato finale è il vero enigma che attanaglia il muretto, chiamato ora a trovare una soluzione prima che il campionato scivoli definitivamente via.
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