Le città più vivibili del mondo nel 2026 secondo l'Economist: Copenaghen in vetta, nessuna italiana tra le prime dieci
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Redazione Esteri
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Ogni anno la classifica delle città più vivibili del mondo accende dibattiti e alimenta sogni di trasferimento, e il 2026 non fa eccezione. Il Global Liveability Index, redatto dall'Economist Intelligence Unit (EIU), ha svelato la sua graduatoria annuale, e a conquistare la vetta per il secondo anno consecutivo è ancora una volta Copenaghen, la capitale danese che sembra aver trovato la formula perfetta per coniugare efficienza urbana e qualità della vita.
L'indagine, come di consueto, non si sofferma sul fascino monumentale o sull'attrattiva turistica delle mete prese in esame, ma si concentra esclusivamente sulla tenuta quotidiana della vita urbana. La classifica della EIU, quindi, premia le città che garantiscono un'esistenza fluida e priva di grandi stress ai propri residenti, basandosi su cinque macro-categorie: stabilità, sanità, cultura e ambiente, istruzione e infrastrutture.
Copenaghen in testa, la top 5 del 2026
La graduatoria del 2026 vede quindi Copenaghen al primo posto, un risultato che conferma il primato già ottenuto nello scorso anno e che rinsalda la reputazione delle città scandinave come modello di vivibilità. Al secondo posto troviamo un'altra città europea, Zurigo, che scala posizioni grazie alla sua straordinaria efficienza e alla qualità dei servizi offerti. Il podio viene completato da Melbourne, che con il suo mix di vita culturale e spazi verdi si riconferma una delle mete più ambite al mondo.
Al quarto posto si piazza Calgary, la città canadese che rappresenta una delle eccellenze del continente americano, mentre a chiudere la top five è Ginevra, che assieme a Zurigo porta la Svizzera ad avere due città nella top 5, a testimonianza di un sistema paese che investe con costanza sulla qualità della vita urbana. Queste città, secondo i parametri dell'EIU, offrono ai loro abitanti un equilibrio quasi perfetto tra sicurezza, opportunità lavorative, tempo libero e servizi essenziali, elementi che nell'analisi complessiva pesano in maniera determinante per il punteggio finale.
L'Italia fuori dalla top ten e la sorpresa di Milano
Tra le prime dieci posizioni, come ogni anno, non figura alcuna città italiana. Un'assenza che ormai è diventata una costante e che riflette le difficoltà strutturali che molti centri urbani del nostro paese affrontano quotidianamente, dai trasporti pubblici alla gestione del verde, passando per la qualità dell'aria e la pressione turistica. Eppure, se si allarga lo sguardo oltre la top ten, emerge un dato che potrebbe sorprendere molti osservatori.
La rivista internazionale Monocle, nella sua annuale Quality of Life Survey 2026, ha infatti inserito Milano al tredicesimo posto assoluto, un piazzamento che la conferma come la città italiana meglio posizionata a livello globale e che rappresenta un unicum nel panorama nazionale. Un risultato che stride con la narrazione spesso critica che accompagna il capoluogo lombardo, diviso tra chi ne esalta il dinamismo economico e culturale e chi invece ne denuncia i costi proibitivi, il traffico congestionato e un mercato immobiliare sempre più elitario.
La felicità percepita secondo Time Out
Accanto ai dati oggettivi raccolti dall'Economist, che si basano su parametri misurabili come la speranza di vita, i tassi di criminalità o la diffusione della banda larga, esiste un'altra prospettiva che sta guadagnando sempre più peso nel dibattito sulla vivibilità: quella della felicità percepita. A raccontare questo punto di vista ci ha pensato Time Out, che ha coinvolto oltre 24.000 residenti sparsi per il globo per capire quali città rendano davvero felici le persone che le abitano.
In questo caso, l'indagine abbandona i dati freddi per lasciare spazio alle testimonianze dirette, chiedendo ai cittadini di condividere esperienze e motivazioni che rendono eccezionale il luogo in cui vivono. Un approccio che restituisce una fotografia diversa, forse più sfumata, ma altrettanto preziosa per chi cerca non solo servizi efficienti, ma anche un senso di appartenenza e benessere psicologico.
Milano, in questo contesto, pur non rientrando nella top five globale, ottiene comunque un punteggio rispettabile, segno che il dibattito sulla sua vivibilità è destinato a rimanere aperto e che le percezioni dei residenti non sempre coincidono con i parametri delle classifiche internazionali.




