Cisgiordania, notte di fuoco e raid: coloni israeliani incendiano moschea e case a Masafer Yatta
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Redazione Esteri
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Un'altra notte di violenza ha insanguinato la Cisgiordania, dove le incursioni dei coloni israeliani si sono susseguite con particolare intensità, alimentate da un clima di crescente impunità. Nella notte tra il 18 e il 19 luglio, un gruppo armato e incappucciato ha fatto irruzione nel villaggio di al-Tuwani, nell'area di Masafer Yatta, noto per essere stato il set del documentario premio Oscar "No Other Land". I coloni, provenienti dall'avamposto di Havat Ma'on, hanno appiccato il fuoco alla moschea del villaggio e a due abitazioni private, oltre a rubare capi di bestiame.
Fonti locali riferiscono all'agenzia di stampa Wafa che sono stati utilizzati materiali infiammabili per distruggere gli edifici, causando danni ingenti e costringendo i residenti a fronteggiare una situazione di terrore ormai consueta.
L'escalation a Deir Jarir e il bilancio delle vittime
Il bilancio delle violenze si è aggravato ulteriormente nella zona di Ramallah. Durante un'incursione congiunta di soldati delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) e coloni nella città di Deir Jarir, tre palestinesi sono rimasti feriti da colpi d'arma da fuoco; le loro condizioni sono state immediatamente definite critiche dalla Mezzaluna Rossa, che ha soccorso i feriti nonostante le difficoltà operative sul campo.
Secondo quanto riportato da Haaretz, le forze israeliane hanno aperto il fuoco anche contro un'ambulanza che trasportava uno dei feriti, mentre i coloni, protetti dai militari, hanno razziato 70 animali dal bestiame della città, un'azione che si inserisce in un quadro di violenze sistematiche. Due delle vittime di Deir Jarir sono state successivamente identificate come Ahmad Adel Abu Mukho, 26 anni, e Odeh Abdul Rahim Odeh Farakhneh, 53 anni, deceduti a causa delle ferite riportate.
Attacchi a raffica tra Nablus e Tell
La scia di violenze ha coinvolto anche la città di Nablus e i dintorni. Nella mattinata del 19 luglio, i coloni hanno preso di mira il quartiere di al-Zahra, aggredendo i residenti e danneggiando diverse proprietà. Non si sono fermati qui: ieri sera, un palestinese è stato ferito a una mano lungo la strada che collega Jenin a Nablus. Nella medesima serata, un'azione ancora più devastante ha colpito la città di Tell, a sud di Nablus.
L'abitazione di Suhaib Radwan, già bersaglio di un attacco nei mesi scorsi, è stata data alle fiamme e completamente distrutta, in un atto che ha sconvolto la comunità locale.
La condanna del ministero palestinese e l'allarme internazionale
L'incendio della moschea di al-Tuwani ha suscitato una dura condanna da parte del Ministero degli Affari Religiosi palestinese, che ha definito l'accaduto come un "atto di terrorismo a tutti gli effetti", sostenuto dal governo di occupazione israeliano. La dichiarazione ufficiale sottolinea che l'attacco a un luogo di culto rappresenta una pericolosa escalation, un superamento di tutte le linee rosse che richiede un intervento immediato della comunità internazionale.
Il ministero ha lanciato un appello urgente alle Nazioni Unite e all'Organizzazione per la Cooperazione Islamica affinché assicurino protezione ai cittadini palestinesi e ai loro luoghi santi, sottolineando come il silenzio della comunità internazionale di fronte a questi crimini non faccia altro che incoraggiare ulteriori attacchi.
Questi attacchi, che si susseguono con cadenza ormai quotidiana, evidenziano il persistere di una strategia di pressione e sopraffazione nei confronti delle comunità palestinesi, caratterizzata da azioni violente che mirano a minare la loro presenza e a impossessarsi delle loro risorse.




