Smotrich rilancia il piano E1 in Cisgiordania: 3.400 nuove case per i coloni, l'Ue protesta
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Redazione Esteri
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Mentre la guerra a Gaza prosegue senza tregua, un’altra battaglia si consuma in Cisgiordania, dove il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich ha annunciato l’approvazione del controverso piano E1, destinato a costruire 3.401 unità abitative per i coloni nella regione a est di Gerusalemme. «Seppellirà l’idea di uno Stato palestinese», ha dichiarato il leader dell’ultradestra, confermando l’appoggio del premier Benjamin Netanyahu e del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che a settembre potrebbe visitare Israele.
Il progetto, covato da anni ma mai realizzato per le pressioni internazionali, mira a espandere gli insediamenti nella zona strategica di E1, collegando Ma’ale Adumim a Gerusalemme e isolando di fatto la parte orientale della città dai territori amministrati dall’Autorità Nazionale Palestinese. Una mossa che, secondo gli analisti, renderebbe impossibile la continuità territoriale di un eventuale Stato palestinese, frammentando ulteriormente la Cisgiordania.
L’Unione Europea ha già bollato il piano come «contrario al diritto internazionale», chiedendo a Israele di fermare l’avanzata dei coloni. Ma Smotrich, che da mesi spinge per un’annessione di fatto dei Territori Occupati, non sembra intenzionato a fare marcia indietro. «Non ci sarà nessuno Stato palestinese da riconoscere», ha ribadito, ignorando le critiche.
Intanto, in un altro sviluppo legato alla crisi umanitaria a Gaza, le autorità svizzere hanno disposto la chiusura della filiale elvetica della “Gaza Humanitarian Foundation” (GHF), organizzazione accusata di operare sotto l’egida di Israele e degli Stati Uniti in sostituzione dell’ONU. L’inchiesta della RSI ha rivelato che la fondazione, attiva da mesi nella distribuzione di aiuti alimentari, era al centro di controversie per presunti legami con gruppi politici.




