L'Iran sospende la cooperazione con l'Aiea, Pezeshkian firma la legge approvata dal Parlamento
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Redazione Esteri
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Masoud Pezeshkian, presidente dell'Iran, ha ufficializzato la sospensione della collaborazione con l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea), confermando quanto già approvato dal Parlamento lo scorso 25 giugno e successivamente ratificato dal Consiglio dei Guardiani. La decisione, annunciata attraverso i media di Stato, risponde a quella che Teheran definisce una "violazione della sovranità nazionale" da parte di Israele, sebbene il testo della legge non specifichi ulteriori dettagli sulle motivazioni giuridiche.
La mossa rischia di complicare ulteriormente il già teso dialogo sul nucleare iraniano, considerato che l'Aiea – l'organismo delle Nazioni Unite incaricato di vigilare sugli impianti atomici – avrà ora maggiori difficoltà nel monitorare il programma di Teheran, che negli ultimi mesi ha accelerato l'arricchimento dell'uranio a livelli prossimi a quelli necessari per la costruzione di ordigni. Se da un lato Pezeshkian, eletto con una piattaforma riformista, aveva inizialmente lasciato intravedere possibili aperture, la scelta di aderire alla linea dura del Parlamento segna una continuità con la politica del predecessore Ebrahim Raisi.
Nel frattempo, il premier israeliano Benjamin Netanyahu si prepara a recarsi a Washington per un incontro con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, durante il quale – secondo fonti vicine al governo israeliano – chiederà garanzie sul sostegno americano in caso di un eventuale escalation militare. L’obiettivo dichiarato è quello di prevenire un ulteriore potenziamento delle capacità nucleari o missilistiche iraniane, sebbene né la Casa Bianca né Tel Aviv abbiano finora fornito dettagli operativi.




