Juventus, dopo i colpi in attacco ora si cerca il portiere: Vicario obiettivo, ma la trattativa col Tottenham è complessa

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il portiere di una grande squadra può fare lo spettatore per ottanta minuti, ma al momento giusto deve sapere prendersi la scena. Guglielmo Vicario sta dimostrando di possedere questa qualità anche lontano dai pali, e il suo nome è finito al centro della strategia di mercato della Juventus per rinforzare il ruolo più delicato del campo.

Dopo aver chiuso le operazioni per Kolo Muani e il giovane Alajbegovic, la dirigenza bianconera ha infatti rivolto la propria attenzione alla porta, un reparto che nelle ultime settimane ha visto susseguirsi diversi nomi senza però arrivare a una soluzione definitiva.

L'elenco dei profili sondati è lungo e, va detto, segnato da più di un tentativo andato a vuoto.

In principio, nelle stanze del potere juventino, si era parlato con insistenza di Alisson Becker, il numero uno del Liverpool già allenato da Luciano Spalletti ai tempi della Roma: un'operazione di altissimo profilo, presto accantonata per le evidenti difficoltà economiche e per la volontà del club inglese di non privarsi del proprio titolare.

Poi la candidatura di Emiliano "Dibu" Martinez, campione del mondo con l'Argentina, aveva preso quota, alimentando sogni di grandezza tra i tifosi; ma anche in quel caso, dopo settimane di interlocuzioni, la pista si è rivelata impraticabile a causa delle richieste ritenute eccessive da parte dell'Aston Villa, che valutava il cartellino intorno ai 15 milioni di euro.

La svolta sulla pista Martinez e l'ascesa di Vicario

Secondo quanto appreso, il direttore sportivo Giovanni Carnevali e il suo vice Massara avrebbero comunicato ufficialmente all'Aston Villa la decisione di non proseguire la trattativa per Martinez, motivando la scelta proprio con le pretese economiche del club di Birmingham. I bianconeri hanno atteso a lungo un possibile segnale di apertura, sia dalla società inglese che dall'entourage del portiere argentino, ma i tempi si sono dilatati senza che arrivasse quella svolta attesa.

Di conseguenza, la dirigenza ha accelerato la valutazione delle alternative, e in questo scenario il profilo di Guglielmo Vicario è emerso come quello più convincente, anche per la sua conoscenza del campionato italiano e per le caratteristiche tecniche che ben si adatterebbero al gioco di Thiago Motta.

L'ipotesi Vicario, che nelle ultime ore ha preso sempre più quota, si basa sulla possibilità di imbastire una trattativa con il Tottenham, club che lo scorso anno lo ha prelevato dall'Empoli per una cifra vicina ai 20 milioni di euro. Il portiere friulano, classe 1996, ha disputato una stagione positiva in Premier League, alternando prestazioni di alto livello ad alcune uscite discusse, ma nel complesso ha consolidato la sua reputazione come uno dei migliori estremi difensori della sua generazione.

Per la Juventus, che sta cercando un nuovo numero uno sul mercato dopo aver rinunciato a un investimento su un profilo di esperienza internazionale come quello di Szczesny, Vicario rappresenterebbe una soluzione di equilibrio tra qualità e sostenibilità economica, magari da inserire in una formula che preveda un prestito con diritto o obbligo di riscatto.

Le altre alternative e la situazione Suzuki

Se la pista Vicario è al momento quella più calda, la Juventus non ha però chiuso le porte ad altre soluzioni. Nelle ultime settimane sono stati valutati anche i nomi di Noah Atubolu, talentuoso portiere del Friburgo, del francese Lucas Chevalier del Lilla e del serbo Vanja Milinkovic-Savic, attualmente in forza al Torino. Tutti profili giovani e con margini di miglioramento, ma che presentano costi di cartellino non indifferenti e che richiederebbero un investimento a lungo termine.

La dirigenza, consapevole della necessità di non disperdere risorse dopo gli sforzi per l'attacco, sta quindi valutando con attenzione ogni opportunità, cercando di non farsi prendere dalla frenesia del mercato.

Parallelamente, la situazione relativa a Zion Suzuki si è fatta via via più complicata, fino a diventare quasi definitivamente compromessa. Il giovane portiere giapponese del Parma, che era stato individuato come un'alternativa di prospetto, sarebbe ormai destinato al Paris Saint-Germain, club che avrebbe messo sul piatto una cifra vicina ai 33 milioni di euro per assicurarselo. Un'offerta che la Juventus non ha intenzione di pareggiare, considerando il rapporto costi-benefici e la necessità di destinare le proprie risorse a interventi più mirati.

La sensazione, insomma, è che la pista Suzuki sia ormai archiviata, così come quelle per i grandi nomi che avevano animato le prime fasi della finestra di trasferimento.

Le strategie di mercato e il dialogo col Tottenham

L'attenzione si concentra quindi sul Tottenham, con cui la Juventus ha già avviato i primi contatti per sondare la fattibilità dell'operazione Vicario. Gli inglesi, che hanno investito sul portiere italiano con convinzione, non sembrano intenzionati a privarsene a titolo definitivo se non per un'offerta davvero importante, ma potrebbero essere aperti a una soluzione temporanea, come un prestito biennale con opzione di acquisto, che consentirebbe al giocatore di fare ritorno in Italia e giocare con continuità.

Per la Juventus, questa formula rappresenterebbe la soluzione ideale, perché permetterebbe di rinforzare il reparto senza impegnare subito ingenti capitali, lasciando margine per eventuali altri interventi sul mercato.

Il tecnico Thiago Motta, che ha sempre dato grande importanza al gioco dal basso e alla capacità del portiere di essere un regista aggiunto, vedrebbe di buon occhio l'arrivo di Vicario, le cui doti di piede sono note fin dai tempi del campionato italiano. L'ex portiere dell'Empoli, infatti, non è solo un ottimo para-rigori e un reattivo tra i pali, ma sa anche impostare l'azione con precisione, una caratteristica che si sposa perfettamente con la filosofia di gioco che il tecnico italo-brasiliano sta cercando di imprimere alla squadra.

Non a caso, il nome di Vicario è stato più volte accostato alla Juventus già nelle scorse sessioni di mercato, ma ora la situazione sembra matura per un tentativo concreto.

La dirigenza bianconera, dopo aver chiuso i colpi in entrata per il reparto offensivo, è pronta a concentrare le proprie energie sulla porta, e il confronto con il Tottenham rappresenterà il banco di prova per capire se l'operazione sia realmente percorribile. La volontà del giocatore, che si dice lusingato dall'interesse di un club come la Juventus, potrebbe fare la differenza, così come la capacità di trovare un accordo tra le parti che soddisfi le esigenze economiche di entrambe le società.

La sensazione è che le prossime ore saranno decisive per capire se Vicario indosserà la maglia bianconera o se la Juventus sarà costretta a virare su altri profili, magari meno blasonati ma altrettanto funzionali al progetto tecnico.

In questo contesto, la strategia juventina appare chiara: non disperdere energie su piste già rivelatesi impraticabili, ma concentrarsi su un obiettivo che unisce qualità, esperienza e conoscenza del calcio italiano, elementi che potrebbero garantire un impatto immediato. Il rinnovo del parco portieri è considerato una priorità, e la scelta di puntare su Vicario, se confermata, rappresenterebbe un investimento di prospettiva su un giocatore che ha già dimostrato di poter reggere le pressioni di un campionato difficile come la Premier League.

Le interlocuzioni sono in corso, e la speranza è che si possa arrivare a una fumata bianca in tempi brevi, per permettere al nuovo acquisto di integrarsi al meglio nel gruppo e nel modulo di gioco.

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