Google Earth si trasforma in un simulatore di volo (semplificato) accessibile dal browser
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Senza la necessità di installare alcun software aggiuntivo o di possedere computer dalle performance particolarmente spinte, planare sopra il Colosseo o sorvolare le cime innevate dell’Himalaya è diventato un’attività alla portata di chiunque possegga una connessione a Internet.
Il colosso di Mountain View, infatti, ha deciso di estrarre una delle sue chicche più amate dagli appassionati di lunga data – un simulatore di volo nascosto dal lontano 2007 all’interno della versione desktop del servizio – per trasferirla nella sua controparte web, rendendola così accessibile a un pubblico potenzialmente infinito senza alcun costo di ingresso.
Una scelta, quella di rendere palese ciò che era un "Easter egg", che segna un cambio di strategia non indifferente per un'azienda che cerca spesso di coniugare l'utilità della navigazione cartografica con il puro intrattenimento visivo.
Un’eredità del 2007 che diventa mainstream
Per comprendere la portata di questa novità, occorre fare un passo indietro fino al 2007. Era l’epoca d’oro del software standalone Google Earth, e gli utenti più smaliziati scoprirono ben presto che premendo una combinazione di tasti (Ctrl + Alt + A, per la cronaca) si poteva accedere a una funzione sperimentale che trasformava la mappa del mondo in un cockpit virtuale. Per quasi due decenni, quel simulatore è rimasto confinato lì, un segreto più o meno noto ai soli frequentatori del software desktop.
Con il lancio avvenuto lo scorso 12 giugno, Google ha ufficialmente rotto gli indugi: il "Flight Simulator" è ora un'opzione pubblica nel menu "Strumenti" della versione web, accessibile con due clic e senza bisogno di chiavi di attivazione o login.
Non si tratta certo di un tentativo di detronizzare colossi del calibro di Microsoft Flight Simulator, sia chiaro; la fisica di volo è volutamente semplificata e la strumentazione ridotta all'osso, ma il fascino di poter esplorare il pianeta dall'alto – con le sue texture satellitari e i modelli 3D delle città – resta intatto.
Come decollare e cosa aspettarsi dai comandi
Accedere alla modalità è un'operazione sorprendentemente rapida. Una volta sulla pagina web di Google Earth (preferibilmente da PC, dato che la funzionalità non è ottimizzata per la navigazione da mobile), basta cliccare sul pulsante "Esplora la Terra" situato in alto a destra e poi selezionare la voce "Simulatore di volo" dal menu a tendina "Strumenti".
Prima di alzarsi in volo, gli sviluppatori suggeriscono però un paio di accorgimenti tecnici: è consigliabile spostare la visuale su un'area geografica che valga effettivamente la pena di essere sorvolata (evitando, per esempio, le distese oceaniche prive di riferimenti) e, soprattutto, cambiare la mappa di base da "Mappa" a "Satellite", per godere dell'impatto fotorealistico delle immagini.
Una volta in aria, si può pilotare l'aereo (la scelta sembra limitarsi a un velivolo generico nella versione web, a differenza del desktop che offriva un caccia F-16 e un monomotore SR22). I controlli sono affidati alla tastiera: le frecce direzionali gestiscono l'assetto (beccheggio e rollio), mentre i tasti Pagina Su e Pagina Giù regolano la spinta del motore.
Attenzione, però: la gestione è tutt’altro che banale; una virata troppo brusca o un picchiata eccessiva possono disorientare anche i più esperti, portando spesso a un contatto piuttosto brusco con il suolo.
La gestione degli "incidenti" e i limiti della tecnologia
Non ci sono vittime né rottami, ovviamente, ma anche in un ambiente virtuale come questo il concetto di "crash" esiste eccome. Se si finisce dritti contro una montagna o se si "atterra" (termine decisamente eufemistico) con troppa violenza contro un edificio, lo schermo diventa nero e compare un messaggio che interrompe l'esperienza.
La delicatezza non è il forte di questo simulatore: a differenza dei giochi seri, qui non ci sono procedure di riattacco o danni simulati al motore; il sistema si limita a "congelare" l'azione e a proporre il ripristino dell'aereo a una quota di sicurezza per ricominciare da capo. Un meccanismo arcade che ribadisce la natura ludica dell'operazione.
Da segnalare, inoltre, come le prestazioni siano strettamente legate alla qualità della connessione: volare a bassa quota tra i grattacieli di Manhattan o sorvolare i templi di Bangkok richiede un flusso di dati costante per caricare le texture 3D. Se la rete è lenta o si viaggia a velocità eccessiva, il paesaggio sottostante impiegherà qualche secondo a "materializzarsi", mostrando quel tipico effetto di sfocatura che accompagna chi viaggia troppo veloce per i propri mezzi tecnologici.
Un'esplorazione turistica dall'alto
Nonostante questi limiti – o forse proprio grazie a essi – il nuovo Flight Simulator si candida a diventare uno strumento di intrattenimento virale e di esplorazione geografica alternativo. La bellezza della trovata risiede nella semplicità: non serve studiare manuali di aerodinamica per provare l'ebbrezza di volare radente sul Gran Canyon o di ammirare la sagoma del Colosseo da una prospettiva insolita.
Laddove un software professionale richiederebbe ore di configurazione, Google riduce tutto a un puro esercizio di stile visivo, dove ciò che conta è il panorama che scorre sotto le ali. E anche quando l'inesperienza causa una brutta "tombata" in mezzo al Pacifico, il gioco (perché di questo si tratta) è talmente immediato da invogliare a ripartire subito, magari scegliendo una destinazione più esotica o una metropoli più affascinante da osservare dall'alto.
Una modalità che, sebbene non offra la complessità gestionale di un vero simulatore, riesce nell'intento di rendere la consultazione della mappa un momento di piacere visivo quasi meditativo.




