L’allarme della Cna: «Politiche concrete e strumenti mirati per agevolare il passaggio generazionale»

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il ricambio alla guida delle imprese artigiane e delle piccole medie imprese, una transizione spesso affidata alle dinamiche interne delle famiglie, si sta trasformando in un’emergenza silenziosa ma strutturale per il tessuto economico italiano. A lanciare l’allarme è la Cna, che attraverso la presidente di Cna Lucca, Sabrina Mattei, sottolinea come ogni attività che chiude i battenti per mancanza di continuità rappresenti non solo un fa-l-limento imprenditoriale, ma una vera e propria amputazione del patrimonio culturale e identitario del territorio. In una nota diffusa in collaborazione con il quotidiano l’Adige, l’associazione evidenzia come la mera perdita di un’attività economica si accompagni irrimediabilmente alla dispersione di quel "saper fare", di quelle professionalità specifiche e di quella cultura del lavoro che costituiscono il fondamento competitivo del Made in Italy. «Ogni impresa che chiude – spiega Mattei – non è soltanto un’attività economica che si interrompe, ma un pezzo di storia, di competenze e di identità che il territorio perde».

Le cifre del guado: 13mila imprese al bivio

Il fenomeno, che a livello nazionale coinvolge oltre un milione di attività pronte ad affrontare il delicato nodo della successione, assume dimensioni particolarmente significative in regione. Secondo i dati elaborati dalla Cna – che ha realizzato un’indagine specifica su oltre duemila imprenditori – in Trentino Alto Adige si contano circa 13.000 realtà imprenditoriali chiamate a gestire il passaggio generazionale, di cui ben 7.000 operano in Alto Adige e le restanti 6.000 in Trentino. La fotografia scattata dall’associazione, tuttavia, rivela un divario preoccupante tra la consapevolezza del problema e l’azione concreta: se è vero che più dell’80% degli imprenditori over 40 ha preso in considerazione la questione, è altrettanto vero che oltre la metà di loro non ha ancora avviato alcuna pianificazione strutturata per il ricambio.

La cronaca di un rischio annunciato e le variabili strutturali

Dall’analisi condotta dall’associazione di categoria emerge che, in assenza di interventi mirati, si concretizzerebbe il rischio di chiusura per circa 10.400 imprese tra le due province, un dato che tiene conto non solo della difficoltà oggettiva di trovare eredi disponibili, ma anche degli ostacoli burocratici e finanziari che frenano l’ingresso di nuovi acquirenti. Se la successione "in famiglia" riesce ancora a buon fine nel 63,7% dei casi, la cessione a dipendenti o a soggetti esterni si scontra spesso con la carenza di compratori interessati, con l’assenza di accordi soddisfacenti e, soprattutto, con un accesso al credito sempre più difficile per micro e piccole imprese. La Cna, nel dettaglio delle sue richieste, punta il dito contro una burocrazia eccessiva e una pressione fiscale che in molti casi rendono proibitivo il passaggio di proprietà, senza dimenticare il costo crescente del lavoro e la cronica carenza di personale qualificato.

Strumenti mirati e la necessità di politiche concrete

Di fronte a queste evidenze, le parole della presidente Mattei si fanno programma: «Servono politiche concrete e strumenti mirati – continua la rappresentante di Cna – meno burocrazia, maggiore accesso al credito e un sostegno reale a chi vuole rilevare un’attività». La posta in gioco è alta, considerando che il passaggio generazionale si inserisce in una doppia transizione: da un lato quella demografica, segnata dall’invecchiamento della popolazione attiva (i giovani imprenditori under 40 rappresentano ormai una quota residuale del campione), dall’altro quella tecnologica, che richiede competenze sempre più aggiornate. L’obiettivo dichiarato è quello di non disperdere il patrimonio di competenze accumulate in decenni di attività artigiana, dove l’impresa coincide spesso con la stessa identità personale del fondatore. La ricetta della Cna, in sintesi, punta a trasformare un’emergenza in un’opportunità, creando le condizioni perché il testimone passi senza che si perda per strada il valore economico e culturale del lavoro.

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