Maxi intervento Aca, la tarda sera segna la fine dei lavori: dall’alba il ritorno dell’acqua sarà lento e monitorato
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Redazione Interno
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Pescara. La grande macchina organizzativa messa in campo dall’Aca per la manutenzione straordinaria dell’acquedotto Giardino procede senza scostamenti dal cronoprogramma stabilito, e la tarda serata di oggi rappresenta lo snodo cruciale per la conclusione fisica dei cantieri. Dopo una giornata caratterizzata da un’intensa attività nei 13 cantieri aperti simultaneamente sul territorio – che hanno tenuto impegnate 20 squadre per un totale di circa 50 operai – l’azienda ha comunicato il raggiungimento di un traguardo importante: alle 19 risultavano già completati 5 dei 13 interventi previsti. Nello specifico, i primi a chiudere i battenti, già nel corso del pomeriggio, sono stati i cantieri di Solcano e Cavallino (alle 16), seguiti da quelli di Tocco Zero, Palombizio e Zoppino Valle (alle 17.30).
La progressione dei lavori e la delicata fase del riempimento
L’avanzamento, come si evince dai dati forniti dall’azienda, non si è arrestato con il calare del sole. Tra le 19 e le 20 sono state ultimate le operazioni a Quattro Cannelle, Piano d’Orta e Torre Alba, mentre l’orologio segna la chiusura prevista entro le 21 per i cantieri di Santa Maria d’Arabona e del Piezometro di Pescara. Gli ultimi sforzi, concentrati sui lavori più complessi, sono attesi entro le 23 e riguarderanno il Piezometro di Chieti, Brecciarola, via Canova e un secondo intervento sul Piezometro di Pescara. Con il termine di queste ultime attività, scatterà una delle fasi più tecnicamente delicate dell’intera operazione: a partire dalle 23.30 circa, inizierà il progressivo riempimento della condotta adduttrice. Questa operazione, spiegano i tecnici, richiederà circa cinque ore di tempo, un lasso necessario per evitare colpi d’ariete o stress eccessivi alle infrastrutture. Solo al termine del riempimento dei serbatoi, previsto tecnicamente entro le 6 di domani mattina, sarà possibile riattivare la distribuzione idrica verso i comuni interessati dallo stop.
Le operazioni di soccorso e il monitoraggio dei disagi
Parallelamente all’evoluzione dei cantieri, sul fronte dell’emergenza sociale il sistema di protezione civile ha retto all’impatto dell’interruzione. Nella sola giornata di oggi, e fino alle 14:15, il Centro operativo comunale (Coc) di Pescara ha gestito 139 telefonate; i numeri di ieri, alla vigilia del maxi intervento, si erano attestati su quota 141. La richiesta di informazioni da parte dei cittadini si è concentrata su tre fronti principali: gli orari dettagliati della sospensione, la possibilità di utilizzare gli impianti di autoclave (fondamentali per chi abita ai piani alti in assenza di pressione) e, soprattutto, l’ubicazione esatta delle cisterne e dei serbatoi posizionati sul territorio per il rifornimento d’emergenza. A tal proposito, l’Aca ha completato il posizionamento dei serbatoi di acqua potabile in diverse zone strategiche, tra cui piazza Italia, largo Madonna dei Sette dolori, via San Luigi Orione e l’area dell’antistadio. Nelle vicinanze della stazione di Porta Nuova, invece, è operativa un’autobotte per la distribuzione di acqua non potabile, utile per gli usi igienici.
La reimmissione graduale e le strutture sensibili
L’attenzione, ora, si sposta sulla fase di riattivazione. L’acqua non tornerà a scorrere con la consueta pressione in tutte le case in modo improvviso; la reimmissione, come confermato dall’azienda, avverrà in maniera lenta e costantemente monitorata, con il rischio concreto che la pressione impieghi l’intera giornata di domani per stabilizzarsi completamente su tutta la rete. Questo approccio cauto, sebbene possa prolungare il disagio per alcune utenze, è reso necessario per salvaguardare l’integrità delle condotte appena rinnovate. Nonostante la portata dell’intervento, che ha creato non pochi grattacapi logistici alla popolazione, il sistema di assistenza alle strutture sensibili ha funzionato a pieno regime. Ospedali, cliniche, residenze sanitarie assistite e istituti di pena hanno ricevuto rifornimenti costanti; si contano circa 100 interventi di questo tipo già effettuati, con una distribuzione complessiva che sfiora il milione di litri d’acqua. Il call center, dal canto suo, ha assorbito circa 600 richieste, dimostrando che, nonostante la rabbia o lo smarrimento di chi è rimasto a secco, il flusso delle comunicazioni non si è mai interrotto.




