La Lazio crolla all’Olimpico, il Lecce vola in salvezza e scrive storia

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Nell’ultimo atto di una stagione che la Lazio avrebbe voluto dimenticare, il gol di Lassana Coulibaly ha ribaltato i pronostici, regalando al Lecce una salvezza che sa di impresa e condannando i romani a un’estate senza Europa. Quella che, sulla carta, sembrava una partita senza troppi significati, si è trasformata in un dramma per i biancocelesti e in un trionfo per i salentini, capaci di chiudere al diciassettesimo posto con 34 punti, evitando i playout e garantendosi un quarto anno consecutivo in Serie A – un traguardo mai raggiunto prima nella loro storia.

Mentre a Lecce, in piazza Mazzini, i tifosi invadevano le strade con cortei e bandiere al vento, all’Olimpico i pochi coraggiosi arrivati dalla Puglia esultavano senza freni, consapevoli di aver compiuto l’ennesimo miracolo sotto la guida di Marco Baroni. Coulibaly, autore del gol decisivo, e Falcone, autore di parate decisive, sono stati i protagonisti indiscussi di una serata in cui la Lazio, al contrario, ha mostrato il peggio di sé: incerta in difesa, sterile in attacco, con Romagnoli e Zaccagni – entrambi votati con un 4,5 – simboli di una prestazione opaca.

Se per i giallorossi si tratta di una pagina storica – quarant’anni dopo la prima promozione in A, nel 1985, festeggiano la ventesima partecipazione al campionato – per i laziali è l’amara conferma di un anno fallimentare. Giampaolo, che aveva provato a riaccendere le speranze europee dopo l’esonero di Sarri, si ritrova ora con una squadra senza identità e senza obiettivi. Mandas, incerto sul gol di Coulibaly e su un rinvio pericoloso nel finale, ha chiuso con un 5,5 che riassume le carenze di una squadra mai davvero in partita.

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