Malagò sceglie Mancini ct e la Serie A si sente esclusa
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Redazione Sport
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La nomina di Mancini ct della Nazionale ha aperto una frattura tra la Figc e i club di Serie A, che si sono sentiti esclusi dalla decisione presa dal nuovo presidente federale Giovanni Malagò. La scelta di affidarsi a Mancini e Ranieri per il rilancio della squadra azzurra, considerata una delle mosse più rilevanti nel percorso di risalita del calcio italiano, non sarebbe stata condivisa con le società della massima serie. Il malumore nasce soprattutto dal rapporto costruito nei mesi precedenti tra la Lega Serie A e Malagò, un’intesa che aveva avuto un ruolo importante nella sua elezione alla guida della Figc.
La scelta del nuovo ct crea tensione con i club
Il rapporto tra il vertice federale e le società di Serie A è stato messo alla prova dalla decisione su Mancini ct, arrivata senza un confronto considerato sufficiente dai presidenti dei club. Secondo quanto riportato nell’articolo fornito, le società della massima serie sarebbero rimaste “attonite” davanti alla scelta, percependo un cambio di metodo rispetto alle aspettative iniziali. La Lega Serie A, che aveva sostenuto Malagò nel percorso verso la presidenza della Figc, avrebbe visto nella nomina un’esclusione dal processo decisionale.
Alcuni presidenti avrebbero valutato anche una posizione più dura nei confronti del nuovo presidente federale, ma alla fine sarebbe prevalsa una linea di sostegno solo formale. Il punto centrale della contestazione riguarda il ruolo dei club, che ritenevano di avere maggiore peso nella definizione del futuro della Nazionale. La scelta di Mancini e il coinvolgimento di Ranieri vengono così letti come un passaggio che ha modificato gli equilibri tra la federazione e la Serie A.
Il legame tra Malagò, Mancini e Ranieri al centro delle critiche
La polemica si è concentrata anche sul legame tra Giovanni Malagò, Roberto Mancini e Claudio Ranieri, indicato come uno degli elementi che hanno alimentato le reazioni negative dei club. Nel racconto della vicenda viene citato il ruolo del circolo Aniene, descritto come punto di contatto tra il presidente della Figc e il nuovo commissario tecnico. Questa circostanza ha portato alcuni dirigenti a parlare di una scelta legata alla “romanità” e agli ambienti frequentati dai protagonisti.
Le critiche rivolte alla nuova gestione federale si inseriscono in un clima già segnato dalla mancata qualificazione al Mondiale e dalla necessità di rilanciare la Nazionale. La decisione di affidare la guida tecnica a Mancini e Ranieri ha quindi assunto un valore anche politico all’interno del calcio italiano. Secondo la ricostruzione fornita, la Serie A avrebbe percepito la nomina come il segnale di un cambiamento negli equilibri di potere.
Malagò rompe con il passato e cambia gli equilibri della Figc
La scelta di Mancini ct viene descritta come un momento di rottura rispetto alla gestione precedente della federazione. Giovanni Malagò avrebbe infatti preso le distanze dal passato e dal sistema rappresentato da Gravina, Marotta e dagli altri protagonisti indicati come il blocco di potere del calcio italiano. La sua elezione alla guida della Figc era stata sostenuta anche dai club della Serie A, ma la decisione sul nuovo commissario tecnico ha modificato il rapporto con una parte delle società.
La tensione nasce dunque non solo dal nome scelto per la panchina della Nazionale, ma soprattutto dal metodo utilizzato per arrivare alla decisione. La Serie A chiedeva un maggiore coinvolgimento nella scelta del ct, mentre Malagò ha proceduto con un percorso autonomo affidandosi a Mancini e Ranieri. La nuova fase della Figc si apre così con un confronto acceso tra la federazione e i club che avevano contribuito alla sua ascesa.
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