West Nile nel Lazio, infettivologi: "Casi attuali sono solo la punta dell'iceberg"

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Redazione Salute Redazione Salute   -   La morte di un’anziana a Fondi, in provincia di Latina, e i sei casi di infezione da virus West Nile registrati nella stessa zona hanno riacceso l’attenzione su una malattia che, sebbene nota, rischia di essere sottovalutata. Miriam Lichtner, della Simit, la Società italiana di malattie infettive e tropicali, avverte che i casi diagnosticati rappresentano "solo la punta dell’iceberg", poiché la maggior parte delle infezioni decorre in modo asintomatico. "Serve una sorveglianza clinica e ambientale più rigorosa, oltre a misure immediate per contrastare la zanzara Culex pipiens, vettore principale del virus", ha spiegato, sottolineando l’urgenza di diagnosi precoci e di una mappatura territoriale accurata.

Non esiste ancora un vaccino per la febbre West Nile, e la prevenzione si basa essenzialmente sulla riduzione del rischio di punture. L’Istituto superiore di sanità raccomanda l’uso di repellenti, abiti coprenti nelle ore crepuscolari e l’eliminazione di fonti d’acqua stagnante, dove le zanzare depongono le uova. Piccoli accorgimenti, come svuotare i sottovasi o tenere le piscinette per bambini capovolte quando non in uso, possono fare la differenza.

La vittima di Fondi, un’ottantaduenne ricoverata all’ospedale San Giovanni di Dio, ha riportato alla luce i timori per una patologia che, sebbene raramente letale, può avere esiti gravi in soggetti fragili. Gli altri casi nel Lazio, tutti concentrati nel territorio pontino, confermano la necessità di non abbassare la guardia, soprattutto in regioni come Emilia Romagna e Veneto, storicamente più colpite.

Il virus, trasmesso all’uomo attraverso la puntura di zanzare infette, provoca sintomi simili all’influenza nella maggior parte dei pazienti, ma in una minoranza può evolvere in encefalite o meningite. "Quelli che arrivano in ospedale sono solo i casi più gravi", ha ricordato Lichtner, ribadendo che il monitoraggio deve essere costante, soprattutto nelle aree a rischio.

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