Francia, Lecornu: "Da movimento studenti a movimento violenze urbane"
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Redazione Esteri
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Il primo ministro francese Sébastien Lecornu ha affermato che quello che era nato come un "movimento studentesco" si sta trasformando in un "movimento di violenze urbane", parlando di "un incitamento alla violenza che è assolutamente spaventoso" in alcune località. "Non assomiglia più a un movimento studentesco delle scuole superiori.
Siamo di fronte a un movimento di violenza urbana, la cui intensità è ulteriormente aumentata negli ultimi giorni", ha sottolineato il capo del governo, citando in particolare Parigi, Créteil e Lione come aree dove la tensione è più alta.
Lanci di mortaretti e intrusioni nei licei
Lecornu ha poi fornito dettagli su episodi specifici avvenuti nelle ultime ore, descrivendo un quadro che, secondo la sua ricostruzione, esula dalle forme tradizionali di protesta studentesca. "Questa mattina, così come nei giorni scorsi, ci sono stati lanci di mortaretti dalla strada verso gli istituti superiori. Ci sono state persino intrusioni di individui che sono entrati nei licei per sparare questi petardi", ha dichiarato, invitando il mondo dell'informazione a usare "una terminologia tecnicamente precisa".
"Definirlo studentesco è un'offesa"
Il premier ha spiegato le ragioni della sua precisazione terminologica, sostenendo che continuare a etichettare come studentesca l'attuale mobilitazione rischia di danneggiare chi manifesta in modo pacifico. "Definirlo tale, peraltro, costituisce un'offesa verso quegli studenti che hanno voluto esprimere il proprio disagio o malcontento, oppure avanzare richieste al governo o ai consigli regionali", ha affermato.
Secondo Lecornu, è "necessario distinguere nettamente tra le violenze urbane – che, per definizione, non rientrano in alcun quadro legale – e le forme di protesta che si inseriscono in un contesto di rivendicazione legittima".
Il contesto delle proteste nei licei
Le dichiarazioni del primo ministro arrivano mentre in Francia prosegue da oltre tre settimane la mobilitazione nei licei, iniziata a metà settembre in un istituto della periferia parigina. Gli studenti chiedono migliori condizioni di studio, la ristrutturazione degli edifici scolastici, più personale docente e la revisione della piattaforma di orientamento universitario Parcoursup, accusata di selezionare gli studenti attraverso un algoritmo.
Il movimento ha visto momenti di tensione con le forze dell'ordine, che hanno fatto ricorso a gas lacrimogeni in diverse occasioni, e ha portato a migliaia di fermati e a centinaia di feriti tra studenti e personale scolastico.
Verso la giornata del 17 ottobre
Le organizzazioni giovanili guardano ora alla giornata di sabato 17 ottobre, quando è prevista una mobilitazione nazionale che potrebbe vedere la confluenza delle proteste studentesche con quelle dei Gilets jaunes, il movimento nato nel 2018 contro il caro vita e il costo dei carburanti. Sul web circola da giorni una mappa interattiva che recensisce centinaia di iniziative previste in tutta la Francia, tra manifestazioni, blocchi di raffinerie e azioni sui rond-point.
Alcune figure di spicco del movimento dei Gilets jaunes hanno già annunciato il loro sostegno ai liceali, mentre il governo cerca di scongiurare quella che viene definita una "convergenza delle lotte".
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