Trump sposta Mike Waltz all’Onu, via dalla Casa Bianca il consigliere per la sicurezza dopo lo scandalo della chat sull’attacco in Yemen

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La prima crepa nell’amministrazione Trump, a poco più di cento giorni dall’insediamento, si è aperta con le dimissioni di Mike Waltz, fino a ieri consigliere per la sicurezza nazionale, travolto dallo scandalo noto come Chatgate. Donald Trump, dopo ore di silenzio e indiscrezioni, ha confermato la rimozione di Waltz dall’incarico, destinandolo però a un nuovo ruolo: sarà il prossimo ambasciatore statunitense alle Nazioni Unite. Ad assumere temporaneamente le funzioni di consigliere per la sicurezza nazionale, in attesa di una nomina definitiva, sarà il segretario di Stato Marco Rubio.

La vicenda, che ha scosso la Casa Bianca, risale alla fine di marzo, quando un giornalista – inserito per errore dallo stesso Waltz in una chat riservata – aveva avuto accesso a conversazioni riservatissime tra i vertici dell’amministrazione. In quelle discussioni, come emerso dai successivi report, si pianificavano operazioni militari segrete contro gli Houthi nello Yemen, dettagli che, una volta trapelati, hanno costretto Trump a intervenire. Il presidente, pur evitando un licenziamento netto, ha optato per un allontanamento "diplomatico", spostando Waltz all’Onu e affidando l’interim a Rubio, figura già consolidata nell’apparato governativo.

Accanto a Waltz ha lasciato l’incarico anche il vice Alex Wong, sebbene il suo nome non sia stato associato a nuove nomine. Le dimissioni dei due rappresentano il primo caso di alta dirigenza costretta a fare un passo indietro sotto la presidenza Trump, che nel suo secondo mandato aveva puntato su una squadra apparentemente coesa. Fonti vicine alla Casa Bianca, del resto, sottolineano come il Chatgate abbia esposto fragilità operative, spingendo il presidente a un riassestamento.

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