Dichiarazione Iva 2026: aperte le trasmissioni, novità per contabilità e società non operative
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Redazione Economia
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Dal 2 febbraio, data che segna l’apertura ufficiale delle trasmissioni, i contribuenti possono iniziare a presentare la dichiarazione Iva relativa all’anno d’imposta 2025, un adempimento il cui termine ultimo è fissato, come di consueto, al 30 aprile. Il modello, pubblicato dall’Agenzia delle Entrate con provvedimento dello scorso 15 gennaio e accompagnato dalle relative istruzioni, introduce alcune modifiche significative, le quali – è bene sottolinearlo – riflettono orientamenti giurisprudenziali ormai consolidati e intervengono su aspetti procedurali di non secondaria importanza. La compilazione del documento, la cui struttura rimane modulare, differisce in base al regime contabile adottato dal soggetto passivo, imponendo quindi una prima, netta distinzione tra coloro che tengono una contabilità unificata e quelli che, invece, operano con contabilità separate.
La struttura del modello e la richiesta dei dati
Per i contribuenti con contabilità unificata, la dichiarazione si compone obbligatoriamente di un frontespizio, contenente i dati identificativi e la sottoscrizione, e di un modulo articolato in una serie di quadri, da VA a VG, destinati a raccogliere i dati contabili e tutte le informazioni inerenti l’attività svolta. Al fine di agevolare la raccolta delle informazioni necessarie, molti professionisti si stanno avvalendo di lettere informative standardizzate da inviare ai propri clienti, strumenti utili per sollecitare la fornitura tempestiva di documenti e dati, i quali – è ovvio – costituiscono la base imprescindibile per una corretta predisposizione del modello. Parallelamente, gli sviluppatori dei software di contabilità e di compilazione sono al lavoro per aggiornare le proprie piattaforme, un passaggio reso necessario non solo dalla pubblicazione del modello Iva ma anche da quella, contemporanea, del provvedimento che approva la certificazione unica 2026, anch’essa oggetto di adeguamenti normativi.
Le principali innovazioni introdotte
Tra le novità di rilievo, che qualcuno potrebbe definire attese, spicca l’adeguamento del modello alle pronunce della Corte di Giustizia dell’Unione Europea e del giudice italiano in materia di società ed enti non operativi. Le istruzioni recepiscono finalmente il principio secondo il quale non sono più applicabili le penalizzazioni, ai fini del diritto alla detrazione e al rimborso dell’Iva, per quei soggetti che non svolgono attività economiche operative. Questo cambiamento, di cui beneficeranno molti, si traduce in modifiche specifiche ai quadri VA e VX della dichiarazione, segnando una svolta importante nell’interpretazione amministrativa di norme che, per lungo tempo, sono state applicate in modo restrittivo. Un’altra disposizione che viene riconfermata riguarda il credito Iva di importo inferiore a cinquemila euro, il quale – fatto non irrilevante per la liquidità delle imprese – potrà essere nuovamente utilizzato in compensazione a partire già dal primo giorno di gennaio dell’anno corrente, anticipando dunque la chiusura della pratica dichiarativa.
Scadenze e adempimenti correlati
Il periodo utile per l’invio telematico della dichiarazione, quindi, si estende per quasi tre mesi, offrendo un lasso di tempo che appare congruo, sebbene la complessità delle nuove regole imponga una valutazione attenta dei propri dati contabili. L’operazione di compilazione, per quanto facilitata dagli strumenti informatici, richiede una meticolosa verifica delle poste da inserire nei vari quadri, ciascuno dei quali assolve a una funzione specifica nel calcolo dell’imposta dovuta o del credito maturato. La contemporanea pubblicazione dei modelli per la certificazione unica, del resto, impone una visione d’insieme degli adempimenti fiscali di inizio anno, i quali – è risaputo – spesso si intrecciano e richiedono una coordinata gestione dei flussi documentali.




