Missili su base Unifil, quattro feriti italiani
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Redazione Interno
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La missione Unifil in Libano, stretta tra due fuochi, continua a svolgere la propria missione nonostante le crescenti difficoltà. Il portavoce del contingente Onu, Andrea Tenenti, ha dichiarato in un’intervista al Messaggero che gli israeliani sono ormai vicinissimi alle posizioni delle forze Unifil, mentre Hezbollah è presente in tutto il sud del Libano. La linea del fuoco si è avvicinata pericolosamente alle basi Unifil, con Shama che rappresenta un punto strategico cruciale.
Nell’attacco alla base Unifil di Shama, avvenuto ieri, quattro caschi blu italiani sono rimasti feriti in modo non grave. I militari, due graduati e due sottufficiali, sono stati colpiti dalle schegge dei missili lanciati, con tutta probabilità, dalle milizie filo-iraniane Hezbollah. Questi ultimi, forse nel tentativo di colpire carri armati israeliani in manovra vicino alla base, hanno causato danni e feriti tra le forze di pace.
Prima che tre proiettili da 122 millimetri scuotessero la base, l’altoparlante collegato alla sala di crisi del contingente italiano ha lanciato l’allarme, ripetendo più volte il codice "Livello 3". I soldati della Brigata Sassari e di altri reparti impegnati nella vigilanza della Linea Blu hanno prontamente reagito, cercando di mettere in sicurezza la base e i suoi occupanti.
La situazione in Libano rimane estremamente tesa, con le forze Unifil che si trovano a operare in un contesto di crescente pericolo.




